Quando gli orgasmi sono troppi

troppi orgasmi

Signore, a sentir parlare di donne che hanno continuamente orgasmi senza il minimo sforzo sale un pò d’invidia. Molte di noi sperimentano miliardi di posizioni sperando di concludere il rapporto con un gran finale degno di tanta fatica mentre ci sono poche elette che con una semplice vibrazione del treno raggiungono l’orgasmo. Ma saranno davvero così fortunate? Se interpellassimo Jeannie Allen probabilmente non sarebbe nemmeno incline a scherzarci su e risponderebbe con un no secco.

Jeannie Allen è stata la prima donna a dichiarare, nel 1995, di avere orgasmi spontanei al di fuori del rapporto sessuale. La donna lamentava stati di eccitamento continui, indipendenti da qualsiasi immagine sessuale o stimolo fisico. I primi medici a cui si è rivolta le hanno consigliato lo psicologo, il suo ginecologo le ha fatto i complimenti per essere il sogno erotico di ogni uomo, ma nessuno ha pensato potesse trattarsi di una malattia. Con il tempo si è scoperto che gli orgasmi, per lei e per le altre donne che soffrono dello stesso disturbo, sono l’effetto collaterale della sindrome P.G.A.D. ossia la persistent genital arousal disorder (anche nota come P.S.A.S: Persistent sexual arousal syndrom). Questa particolare sindrome rende le attività banali come prendere un caffè con gli amici, andare al cinema o lavorare, piuttosto complicate e provoca nelle donne che ne soffrono stati d’ansia, frustrazione e depressione. La medicina d’altronde non ha ancora dato risposte concrete, le cause di questa bizzarra malattia sono ancora ignote e le cure lontane.

Come sono nati i primi sex toys? Una breve storia tra scienza e superstizione.

dildo per il trattamento dell'isteria femminile

Anche se è difficile crederlo, i primi sex toys sono molto antichi. Molto diffusi nell’antica Grecia, venivano chiamati “Olisboi” e venduti sulla rotta del Mediterraneo come “aiuto alle signore sole“. Gli Olisboi erano un semplice pezzo di cuoio o di legno, da spalmare con olio d’oliva per lubrificarli. Erano, insomma, una versione primitiva degli odierni dildo, ed ebbero subito un discreto successo, anche se il loro commercio veniva fatto sottobanco. Ma il carattere di segretezza cresciuto attorno ai sex toys, perdurò molto a lungo. Fino all’epoca vittoriana, infatti, la sessualità femminile non era propriamente riconosciuta come tale, e trattata quasi come una malattia.

Il primo vibratore vide la luce nel 1869. Il suo inventore fu il medico psichiatra George Taylor, che costruì una sorta di aggeggio molto rudimentale alimentato dal vapore, che serviva al trattamento di quella che all’epoca era chiamata “isteria femminile“. Essere donna e nutrire un forte desiderio sessuale era infatti considerato un disturbo della mente, ed il massaggio della vulva serviva appunto a dare “sollievo” a quelle povere sfortunate.

Utero in affitto, mamme non per caso

utero affitto

Secondo un sondaggio fatto dalla rivista Donna Moderna,  il 30% delle donne intervistate, è assolutamente d’accordo a ricorrere a una “pancia in prestito'” per avere un figlio, cioè affittare l’utero di un’altra donna, e poi crescere e considerare leggittimo questo bambino nato dall’insolito scambio. Voi che ne pensate? Affittereste mai la vostra pancia? E avete mai pensato di affittare l’utero di un’altra donna? Può sembrare strana la cosa, ma una donna italiana su tre è favorevole all’utero in affitto.

L’utero in affitto è una soluzione per donne che non possono avere figli. In Italia, affittare l’utero di un’altra donna è illegale, ma centinaia di coppie ogni anno vanno all’estero alla ricerca di una donna a cui vengono impiantati ovuli e spermatozoi della coppia donatrice, o solo spermatozoi se c’è un’infertilità accertata della donna, in cambio di un risarcimento economico.

Torna l’incubo AIDS nel mondo dei film porno

porno movie

La notizia rischia di mettere in crisi l’industria dei film porno, che negli ultimi anni ha già subito diversi scossoni dalla spietata concorrenza di Internet, ma un nuovo caso di AIDS è stato scoperto di recente tra i professionisti del settore, le star dei film porno. Il nuovo caso riguarda un’attrice porno americana risultata positiva al test dell’HIV, che dopo il primo esame ha continuato ad avere rapporti sessuali, dentro e fuori dal set. Il test deve ancora essere confermato, ma la notizia ha messo in allarme tutta l’industria dei film a luci rosse.

Tra i pornoattori, uomini e donne, ci sarebbero infatti 16 nuovi casi accertati del virus di HIV, e l’incubo AIDS sembra nuovamente affacciarsi alla finestra di un mondo che si credeva nuovamente al sicuro.

Sadorexia, quando il sesso porta all’anoressia

sadorexia

La sadorexia, purtroppo, è l’ultima tendenza in fatto di sessualità alternativa, ed è sicuramente una tra le più pericolose. Il termine sadorexia deriva dalla combinazione tra le parole “sadomasochismo” e “anoressia“, ed è stato coniato in Spagna, dove per primo è stato scoperto questo disordine alimentare. La sadorexia consiste nel chiedere al partner di dimagrire in maniera eccessiva, anche fino a 50 chili in meno, così da rischiare la salute.

In Spagna la sadorexia sta diventando molto popolare nel sadomasochismo estremo, e la pericolosità di questa pratica è tale da poter essere paragonata ad altre pratiche sessuali estreme, come lo strangolamento erotico e l’auto-asfissia. Come queste, anche la sadorexia può portare alla morte, ma in aggiunta, c’è da dire che la sadorexia è anche più pericolosa, poichè si tratta di un vero e proprio disturbo alimentare, che può protrarsi anche dopo la rottura di un rapporto di genere sadomaso, e sfociare in anoressia nervosa. Molte donne, giovani e meno giovani, sono preda dell’ansia di piacere, un ansia che affrontano con dieta e sforzi fisici per essere sempre alla moda, al passo con i tempi. Considerare la sadorexia come una punizione erotica, può portare a convinzioni distorte in fatto di cibo e sesso, e generare un disturbo di origine alimentare anche molto grave.

Ecco i rimedi naturali al calo del desiderio maschile

Può accadere che l’abitudine, la routine della vita di coppia, affievolisca o addirittura spenga il desiderio sessuale. Cosa fare allora per ritrovare la voglia di fare l’amore? Per riaccendere il desiderio maschile, non c’è solo il Viagra, ma molti sono i rimedi naturali che intensificano la passione.

Il più semplice è immediato è il massaggio al pene, da praticare da solo o con il partner. Si friziona la zona con movimenti circolari, poi su e giù fino alla zona sacrale. Con l’aiuto del partner poi si può anche praticare un massaggio più complesso, come quello Lingam. Ci sono poi le fantasie erotiche, i giochi di ruolo per adulti che mediante la costruzioni di scenari e travestimenti permettono di varcare nuovi ed erotizzanti confini.

Naturalmente, se il problema è più grave, non bisogna trascurare i rimedi locali, come ad esempio i gel stimolanti che aumentano l’erezione. Questi agiscono sulla microcircolazione sanguigna atta ad irrorare i corpi cavernosi presenti nel pene, adibiti alla funzionalità erettile.

Sesso e piacere, gli esercizi per allungare il pene

La tradizione orientale è ricca di consigli per aumentare la virilità dell’uomo, e naturalmente non poteva mancare un breve elenco di esercizi mirati proprio ad allungare e rinforzare il pene, migliorando sia la durata che la qualità delle prestazioni.

Ma quali sono e cosa fanno esattamente questi esercizi? Secondo Peter Davidoff, esperto di tecniche per migliorare il piacere sessuale, gli esercizi principali sono tre.

Jelqing

Questa tecnica è molto antica, ed in passato veniva usata dalle antiche tribù nomadi arabe. Consiste nel praticare sul pene un movimento simile a quello che si fa durante la “mungitura” del bestiame. Ciò aumenterebbe la quantità di sangue che affluisce ai corpi cavernosi, permettendo un’erezione più capace, e una maggiore produzione di sperma.

Orgasmo maschile: come stimolare il punto L

Il punto L nell’uomo può essere definito come l’equivalente del punto G della donna. E’ una zona alla radice del pene, tra lo scroto e l’ano, caratterizzata da una particolare sensibilità. Questa zona viene chiamata “punto L” in riferimento alla parola Lingam che nell’antica filosofia tantrica indica proprio l’organo sessuale maschile. La stimolazione del punto L provocherebbe nell’uomo un orgasmo molto più intenso e duraturo, dunque più soddisfacente.

L’orgasmo da punto L, secondo chi lo ha provato, è un’esperienza travolgente: il piacere giunge lento, in modo graduale ma assai potente. Si tratterebbe di un piacere intenso ma fluido, costante, al quale è più facile abbandonarsi che opporsi. Le contrazioni dovute all’orgasmo sono più acute, ma costanti e prive di scatti, in un crescendo che porta l’uomo fino al culmine. E anche dopo il coito persiste la sensazione di piacere, che non termina in maniera brusca, ma svanisce lentamente dopo che si è diffusa in tutto il corpo.

E’ quasi impossibile stimolare il punto L durante il normale rapporto sessuale. Il modo migliore per stimolare la zona compresa tra i testicoli e l’ano è il sesso orale.

Un test rivela la tua dipendenza da siti porno e chat erotiche

Non succede solo al cinema, e le vittime non sono solo i divi di Hollywood come Michael Douglas o David Duchovny: la dipendenza dal sesso è un problema anche italiano, tanto che ne soffrono il 5% degli uomini e il 3% delle donne del nostro paese. Un aspetto non meno importante di questo problema è poi la dipendenza dalle chat erotiche e dai siti porno online, che colpisce una fetta sempre più consistente di persone.

Ma niente panico, amici di Cooletto: guardare semplicemente materiale per adulti non fa di voi dei sesso-dipendenti. Piuttosto, la ricerca ossessiva di materiale pornografico su internet può in alcuni casi sfociare in un comportamento compulsivo, in un bisogno continuo di immagini oscene e sensazioni forti, un bisogno che non si riesce più a frenare.

Per capire se abbiamo attraversato il confine tra il “ragionevole” ed un “comportamento irrazionale” può essere utilie fare il test che adesso vi proproniamo. Il test è tratto dal manuale di autoaiuto “Treating an addiction to internet pornography” che indaga le conseguenze negative di questo comportamento, che in America è molto spesso causa di divorzio.
Molte persone hanno bisogno di un piccolo aiuto per per guardare con obiettività alle proprie abitudini, e rispondere sinceramente alle seguenti domande può aiutarti a capire se hai problemi con la dipendenza da siti porno e chat erotiche e video webcam.

Pronto a cominciare?

Più ricco sei, più orgasmi dai

Le donne amano gli uomini ricchi.

Si potrebbe intitolare così il prossimo film di Woody Allen, ma state pur certi che non parlerebbe di donne a caccia di denaro facile bensì di donne a caccia di orgasmi. O anche di tutte e due. Secondo i risultati di una ricerca realizzata dallo psicologo Thomas Pollet, della Newcastle University, la naturale evoluzione dell’uomo starebbe andando incontro ad un adattamento piuttosto bizzarro: quello al denaro. Secondo questa nuova teoria, formulata da un ramo della ricerca che si chiama per l’appunto psicologia evolutiva, quanto più un uomo è ricco tanto più riesce a dare orgasmi alla propria partner. Il che potrebbe apparire strano se si considera che l’orgasmo femminile non è legato alla riproduzione; Thomas Pollet crede però che l’orgasmo sia il simbolo di un adattamento della donna alle condizioni della società contemporanea, che la porterebbero a scegliere un compagno, per così dire, di alta qualità.

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