Sesso: le quarantenni lo fanno bene, anzi meglio

A quuarant’anni non è bello solo il sesso occasionale. Abbiamo infatti oggi la possibilità di affermare che il sesso delle quarantenni è tra i migliori. Se all’inizio del 2010 un gruppo di scienziati americani spiegava che la donna raggiunge il picco sessuale fra i 40 e i 50 anni, adesso il sondaggio realizzato dalla rivista inglese Top Sante ne dà un’ulteriore conferma.

Via con i numeri. L’80% delle intervistate ha ammesso di essere pienamente soddisfatte e di sentirsi oggi più che mai avventurose fra le lenzuola, mentre il 60% non si fa alcun tipo di problema a parlare con il partner e a confessare i propri desideri. Poi c’è un 68% che conosce bene il Kamasutra e le posizioni migliori per raggiungere l’orgasmo. Perché guai a fingere… la recitazione la lasciamo alle ventenni e alle trentenni.

Amanda Morgan, professione sessuologa

A ventitré anni, Amanda Morgan può dirsi fiera del suo record. La moretta tutta pepe è infatti la più giovane sessuologa dell’America. Un campo assai complesso, ma altrettanto affascinante.

La storia di Amanda: da qualche anno a Las Vegas, appena 15enne ebbe l’illuminazione. Il suo desiderio? Diventare una terapista sessuale. Detto, fatto.

La disfunzione sessuale femminile spiegata in un documentario

viagra per donne
Il successo del Viagra nel trattamento della disfunzione erettile negli uomini ha generato un’ondata di studi per testare la possibilità di somministrare un farmaco simile anche a quelle donne che hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Una ricerca americana ha identificato questo problema come una vera e propria patologia chiamata female sexual dysfunction (FDS) che potrebbe essere curata con una semplice pillola, al pari di una qualsiasi malattia.

La ricerca però non prende molto in considerazione che la capacità di risposta sessuale di una donna non è la stessa di un uomo, e che a fare la differenza entrano in gioco molti altri fattori, spesso di origine psicologica.

Sull’ambiguità di questi studi, che vorrebbero trattare l’orgasmo femminile (anzi la sua mancanza) come una banale malattia che si può curare con dell’aspirina è incentrato l’irriverente documentario ORGASM Inc. della coraggiosa regista Liz Canner.

Troppi partner? E’ il codice genetico che lo impone

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Piuttosto che limitarsi ad essere la regina del focolare e regnare indiscussa su fornelli e lavatrici, la donna in alcuni casi preferisce volare libera come una farfalla di fiore in fiore. Sono sempre di più le donne che facendo leva sulla parità dei sessi, rivendicano la libertà di intrattenersi con questo o quel partner anche per periodi di tempo non necessariamente lunghi, e senza aspettarsi che il rapporto porti necessariamente all’altare.

Nonostante l’evoluzione dei costumi moderni e la conseguente apertura mentale che ne consegue o che ne dovrebbe conseguire, in molti continuano a giudicare negativamente, spesso con epiteti poco eleganti, le donne che non amano vincoli. Forse costoro non sanno che le donne così dette di facili costumi, cambiano spesso compagno perchè spinte dal loro codice genetico. Galeotto fu il DNA, verrebbe da dire, e in effetti è esattamente ciò che sostiene un gruppo di ricercatori australiani.

Nuove tendenze, anche gli uomini si rifanno il seno

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Le donne sono naturalemente portate a curare la propria forma fisica per piacere di più e di tanto in tanto ricorrono alla bacchetta magica del chirurgo plastico. Seni rifatti, glutei rimpiccioliti e cosce rimodellate sono ormai pane quotidiano. L’estetica  però non è più un regno rosa e la parità dei sessi sta portando risvolti inaspettati nella società moderna.

L’uomo rude che se ne infischia del proprio aspetto è in via d’estinzione, sta lasciando il campo all’ uomo vanitoso che si preoccupa della tenuta della pelle, che per prevenire l’invecchiamento cutaneo compra creme in farmacia e  va regolarmente dall’estetista. 

Il sesso orale non è sesso, lo dice la scienza

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Sembra proprio che l’ex presidente USA Bill Clinton avesse ragione, quando minimizzava la sua relazione con la procace staglista, e che il sesso orale non sia da considerarsi sesso a tutti gli effetti. Almeno questo è quanto emerge da uno studio del Kinsey Institute su un campione rappresentativo di individui di età compresa tra i 18 e i 96 anni.

Solo il 30 per cento degli intervistati ha infatti ammesso di considerare il sesso orale alla pari di un rapporto sessuale vero e proprio. E la percentuale scende al 20% nelle fasce di età più giovani. Al contrario gli intervistati dai 70 anni in su, hanno dichiarato di non considerare “sesso” proprio la penetrazione, ma di dedicarsi al sesso orale con maggiore intensità di una volta, ritenendolo più stimolante.

L’evoluzione del tradimento

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Alla London school of Economics si studia l’evoluzione dell’uomo, quella sessuale. Il professor Satoshi Kanazawa insegna psicologia dell’evoluzione al prestigioso istituto londinese e ha recentmente pubblicato un saggio interessante sulla rivista Social Psychology Quarterly che lega l’evoluzione al tradimento, o meglio la mancata evoluzione al tradimento.

Kanazawa non è nuovo agli interrogativi sulle differenze tra i sessi. Dopo essersi dedicato all’analisi del perchè gli uomini giocano a poker e le donne comprano scarpe nel famoso libro “Why man gamble and women buy shoes”, ci riprova e questa volta cerca risposte nell’evoluzione.

Quando il sesso è una malattia

sex addiction

Il sesso crea un elevata dipendenza. Meglio non iniziare? no, ma a volte bisogna consultare il medico. Fare l’amore fa bene al corpo e allo spirito, stimola le endorfine,  fa bene al cuore e psiologicamente aiuta a stare bene  ma gli psicologi invitano a raffreddare i bollenti spiriti ricordando che esiste una sottile linea di demarcazione tra il sesso salutare e il disturbo sessuale.

Quando si parla di ipersessualità la mente corre ai famosi eccessi dei VIP  in camera da letto. Pensiamo ad esempio al campione di golf Tiger Woods e prima di lui a David Duchovny, famoso non solo per aver interpretato il ruolo principale nel serial americano X-Files ma anche per essersi dovuto ricoverare per eccessiva attività sessuale. Viene da pensare che questo lussurioso disturbo si accompagni ad uno stile di vita che solo le star possono permettersi, eppure così non è. Sembra infatti che la dipendenza dal sesso sia di casa anche fra i comuni mortali. Ma l’ipersessualità è effettivamente una malattia?

Sesso sicuro, lo spot che non vedrete mai in Tv

preservativo

Di spot per sensibilizzare le persone a utilizzare il preservativo ce ne sono tanti, e alcuni, come quelli prodotti dalla Durex, sono anche molto divertenti. Da qui l’idea dell’agenzia francese TBWA Paris per l’associazione AIDES, che ha commissionato ad un gruppo di giovani creativi una “pubblicità progresso” per convincere i giovani a proteggersi dall’AIDS e a fare sesso sicuro e consapevole, con risultati divertenti e spesso irriverenti.

Un esempio lo potete vedere subito dopo il salto. Si tratta dello spot “Graffiti“, la cui visione è consigliata ad un pubblico adulto. Il video è davvero simpatico, peccato che per i suoi contenuti espliciti, non lo vedremo mai in Italia.

Curiosità, c’è anche il museo del pene

museo-del-pene3

In Islanda si trova un bizzarro edificio, probabilmente l’unico al mondo di questo genere: parliamo del Museo Fallologico Islandese più conosciuto però come museo del pene. La fallologia è una scienza antica, e Sigurður Hjartarson, un ex insegnante di storia di Reykjavík, è il fondatore e attuale direttore del Museo, che nelle sue sale espone più di duecento peni e parti di pene, appartenenti a tutti i mammiferi terrestri e marini, tra cui un pene di balena (foto sopra). Ma si possono ammirare anche campioni più folcloristici come i presunti membri di elfi, troll, mostri marini, e così via, e naturalmente anche creazioni artistiche che hanno per soggetto il pene.

Purtroppo il museo non ha ancora un modello di pene di Homo Sapiens, ma nell’interesse di far progredire la scienza fallologica, un mecenate, tale Páll Arason di anni 94, ha dichiarato che donerà il suo pene al museo, ma presumibilmente solo dopo la sua morte.

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