Histoire d’O: dominazione e sesso tornano in libreria

di Valentina Commenta

Histoire d’O torna in libreria. Un classico. L’imperdibile per chi ama il BDSM o semplicemente la letteratura erotica. Se c’è un libro che non necessita davvero di presentazione è lui. Sesso estremo e sottomissione: insomma il romanzo erotico più famoso del ventesimo secolo.

Dietro questo libro che, concedetecelo, a Cinquanta sfumature di grigio non solo fa le scarpe ma anche il soprabito, c’è una storia d’amore tra due persone. Lui, ormai settantenne e lei 47 anni. Per diverso tempo sono stati insieme, lei è ancora innamorata e suscettibile. Un giorno l’uomo, direttore di una rivista importante, la “Nouvelle Revue Française”, commenta con i suoi collaboratori il fatto che nessuna donna è in grado di scrivere racconti erotici degni di questo nome. Siamo negli anni ‘50 circa del secolo scorso, ricordiamocelo. Lei, segretaria della rivista, decide di prendere la macchina da scrivere e darsi da fare.

Ecco come nacque “Historie d’O”. Grazie alla storia d’amore ormai consumata tra Jean Paulhan e Anne Desclos , firmatasi poi sotto lo pseudonimo di Pauline Réage. Il perché del sadomasochismo estremo? Ancor più semplice, se possibile, delle motivazioni alla base della scelta di scrivere il romanzo erotico: perché Paulhan amava tanto la prosa del Marchese De Sade. Pace all’anima sua, devo ancora capire perché, ma se avete letto il marchese e l’opera della donna, capirete immediatamente perché Histoire d’O è un libro così speciale tanto quanto appaiono odiose le disavventure delle poverine di De Sade.

Il libro sconvolse il mondo bigotto di quei tempi con la sua crudezza e le sue fervide immagini di sottomissioni, ma i numeri parlano a suo favore 31 milioni di copie vendute. E noi italiani torniamo a vederlo sulle nostre librerie a 42 anni dalla prima edizione italiana, che, per inciso, avvenne praticamente venti anni dopo l’originale francese, negli anni 70. Sesso anale, fellatio, costrizione. Non manca nulla. E se non l’avete letto… fatelo.

Photo Credit|Thinkstock

 

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