Sesso esplicito a teatro, quale è il problema?

Recentemente al teatro Secci di Terni è andata in scena una scena di sesso esplicito. Reale. Con tanto di penetrazione da parte della donna sull’uomo con uno strap on. Il problema per l’italiano medio e la politica consta nell’atto di per se stesso o nel pegging.

pegging

Del sesso esplicito a teatro probabilmente non è una buona idea a prescindere visto che non si sa mai cosa può accadere o quale possa essere la reazione del pubblico. Ma in questo caso ovviamente è la scelta artistica ad avere un maggiore peso: si va in scena sapendo ciò che si rischia a 360°. Ma in un contesto come quello dello spettacolo italiano dove tette e culi femminili sono onnipresenti ed arrivano dovunque l’interrogazione parlamentare sull’accaduto non è più che altro qualcosa legato all’atto del pegging ed al fatto che era l’uomo ad essere penetrato e quindi in qualche modo, secondo alcune menti, essere posto in posizione di sottomissione?

Potremmo passare ore a raccontare quanto sia piacevole e bello il sesso anale  per l’uomo e che tutto dipende dalla prostata. E che non è un problema di sessualità. Ma si rischierebbe di cadere nel grottesco di tentare di spiegare un concetto così semplice ma ritenuto ancor avulso da tutti. La realtà dei fatti è che presentare del sesso esplicito in un teatro è una mossa artisticamente azzardata, che i paragoni con il porno non sono propriamente adatti e che l’italiano è purtroppo pruriginoso e pudico solamente con ciò che gli fa più comodo. Senza ombra di dubbio.

Screenshot | Cosmopolitan

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