Sesso anale: niente paura ma “allenamento”

di Valentina Commenta

Molti uomini vorrebbero praticare il sesso anale con la propria donna: un po’ per senso di conquista, un po’ per le diverse sensazioni che provano grazie alla strettezza dell’orifizio in questione. Il problema? Le donne non sono d’accordo quasi mai su questa pratica e quasi sempre dipende dalla paura che provano.

Ora niente e nessuno può o deve obbligare chicchessia a sottoporsi a pratiche sessuali per le quali non ci si sente pronti, ma quella del sesso anale, spesso e volentieri, si tratta davvero di una pratica che non piace per partito preso. Quello che si può fare in questo caso è favorire un certo allenamento della parte in questione. La prima cosa che va fatta, e questo tocca agli uomini, è far scoprire alla propria donna quanto quella parte del proprio corpo può donarle piacere. E non c’è miglior modo del rimming, che consiste nel leccare e stimolare con la lingua l’ano della propria partner. E’ non invasivo, piacevole ed è senza dubbio una pratica diversa che presuppone una certa intimità.

In questo modo la donna può scoprire se effettivamente una stimolazione anale possa interessarle. Fatto questo piccolo passo, se si conclude in senso positivo, non solo si può iniziare ad esplorare il sito con le dita nel corso dei rapporti sessuali per far “toccare con mano” che possa essere una pratica piacevole, ma si possono chiamare in campo i plug anali. La loro funzione è quella di abituare l’ano e allargarlo pian piano con delicatezza. Ve ne sono di tanti tipi e fatture, alcuni addirittura con pietre swarowski alla base. Rappresentano un ottimo allenamento e con il passare del tempo risultano piacevoli all’uso.  Se la donna riuscirà a superare le sue barriere mentali, senza pretese da parte dell’uomo, ma tanta comprensione, è possibile che apprezzerà ben presto anche il sesso anale. Ma ricordate: sono necessari pazienza, dedizione e allenamento.

Photo Credit | Thinkstock

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