Sesso, orgasmo a portata di telecomando

di Valentina Commenta

In questi giorni sta tornando di moda parlare di un dispositivo costruito nel 2001 che prometteva di dispensare orgasmi come se fossero dolci caramelle. Niente più sesso, basterebbe un dispositivo collegato ad un telecomando che zac, appena ne avete voglia vi spara il climax senza bisogno di null’altro. A poterlo utilizzare, ne approfittereste?

Entriamo nei particolari prima di continuare con i nostri ragionamenti. Questo dispositivo creato da Jim Pfaus è formato da elettrodi che vengono impiantati nella colonna vertebrale in grado di stimolare quei recettori che danno vita al nostro orgasmo. Come invenzione è senza dubbio perfetta per chi soffre di anorgasmia causata da problemi fisici, ma non siamo sicuri possa essere applicata con tanta nochalance su persone che hanno semplicemente bisogno di affrontare quella parte di loro stesse che le limita da questo punto di vista. Uno dei segreti per provare un orgasmo degno di questo nome è rilassarsi e fare sì che il corpo possa abbandonarsi alle sensazioni che prova. E tale “capacità” non si ottiene con l’impianto di due elettrodi. Certo, basterebbe spingere un bottone ma alla fine, ne varrebbe davvero la pena?

Non riusciamo a non pensare ad esempio, a come si potrebbe lavorare sul rapporto di coppia attraverso l’utilizzo di sex toys. Questi accessori nascono proprio per far crescere l’intesa e stimolare il piacere. Soprattutto quest’ultimo: di fatti vengono utilizzati sia singolarmente che quando si è in un rapporto con un altra persona. Se l’orgasmo arriva a portata di telecomando anche per coloro che teoricamente non ne avrebbero bisogno, dove andrebbe a finire la bellezza della scoperta dell’altro e della sperimentazione? Dove scomparirebbe l’emozione del tocco, l’erotismo della conoscenza? Sono domande che dobbiamo porci perché per quanto allettante sia un dispositivo del genere, si avrebbe solo una mera reazione fisica non accompagnata da una vera e reale soddisfazione. O stiamo esagerando noi? Voi cosa ne pensate?

Photo Credit | Thinkstock

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