Fisting, cosa c’è davvero da sapere

di Valentina Commenta

Il fisting è una pratica di sesso estremo che consiste nel penetrare una persona, invece che con il pene o con un sex toys, attraverso l’uso di una o due mani contemporaneamente. Non è assolutamente, come appare palese, un gioco.

Ci vuole allenamento ed una certa predisposizione anche fisica per praticare il fisting. Serve una preparazione adeguata della parte che verrà penetrata se non si vuole incorrere in problemi muscolari o ritrovarsi in un pronto soccorso vittime di una pessima emorragia. I muscoli devono essere elastici abbastanza da poter consentire il passaggio della mano, sia essa chiusa a pugno o meno.

Va messo subito in chiaro: non tutti hanno il fisico adatto. Detto questo specifichiamo che la pratica del fisting si può eseguire sia da soli che in coppia: quest’ultima “versione” è ovviamente la più diffusa. Si hanno il fister, colui che inserisce ed il fistee, quindi colui che riceve. Non bisogna dimenticare poi che esistono due tipologie di fisting: quello anale e quello vaginale. Entrambe le tipologie sottintendono  alcuni rischi: graffi, emorragie ed in alcuni casi, se non si presta attenzione, si può arrivare addirittura a danni all’addome. Bisogna essere delicati e puliti: anche in questo caso vi è infatti il rischio di malattie ed infezioni.

Ad essere particolarmente interessate negli ultimi tempi sono le donne che, quando intervistate in tal senso rispondo che a spingerle verso questa pratica di sesso estremo sono in particolare la sensazione di intimità e quella di sentirsi “piene” e complete. Il tutto, ovviamente condito da un orgasmo da perdere la testa.

Photo Credit | Thinkstock

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