Niente feste alla “Cinquanta Sfumature di Grigio”: l’autrice minaccia un’azione legale

di Cristiana Commenta

Se pensi di dare una festa ispirata al bestseller Cinquanta Sfumature di Grigio, fai subito marcia indietro: rischi di beccarti una denuncia per sfruttamento non autorizzato del nome.

Questa è la disavventura capitata a Tina Winters, una dinamica signora inglese di Whitmore Park, Coventry, che aveva pensato bene di organizzare una serie di feste ed eventi a tema Fifty Shades of Grey, con musica, alcol, sfilate di biancheria sexy e perfino una piccola vendita di accessori fetish.

La simpatica iniziativa è finita sul Telegraph, ma non si può dire che la pubblicità abbia giovato agli affari. Infatti due settimane più tardi Tina Winters è stata contattata dagli avvocati di E.L. James, autrice di Cinquanta Sfumature di Grigio, che le hanno intimato di rimuovere dagli eventi in programma tutti i riferimenti al libro, altrimenti sarebbero stati costretti a intraprendere un’azione legale contro di lei per sfruttamento non autorizzato del nome.

La Winters, che ha un piccolo sito di ecommerce dove vende lingerie sexy, ha commentato amaramente l’episodio definendolo un fatto assurdo.

Tutti hanno usato il titolo del libro per vendere qualcosa, dalle catene di sexy shop ai grandi magazzini, ma la lettera degli avvocati è arrivata solo a me. È come una battaglia tra Davide e Golia.

Effettivamente quando il libro è finito in cima alle classifiche internazionali, molte persone hanno colto l’opportunità di sfruttare il nome Fifty Shades of Grey per fare un po’ di soldi, e sull’onda del libro è nata perfino una rivista fetish che porta lo stesso nome. Ma la pacchia è finita quando E.L. James ha deciso che la frase “Fifty Shades of Grey” (titolo originale di Cinquanta Sfumature di Grigio) diventasse un marchio registrato, come la Coca-Cola o il McDonald’s. Questo perché la stessa signora James ha in programma di lanciare una serie di prodotti ispirati al libro che portano lo stesso nome.

Valerie Hoskins, agente letterario che rappresenta E.L. James, ha dichiarato che l’autrice era a conoscenza che il suo libro veniva utilizzato da terzi per promuovere iniziative commerciali non autorizzate, e che il caso di Tina Winters non rimarrà un fatto isolato. Anzi, i suoi avvocati si stanno già muovendo in tal senso per bloccare altri progetti individuali in tutto il mondo.

Via | CoventryTelegraph.net

Photo Courtesy | Thinkstock

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