Aprono i sexbox a Zurigo: come cambia il sesso a pagamento

di Giada 2

 Poco prima di Natale vi avevamo annunciato la possibilità dell’apertura dei sexbox, luoghi dedicati alla fruizione della prostituzione in totale legalità e sicurezza per tutti; una novità lanciata dalla Svizzera, più precisamente nell’ordinata Zurigo. Dopo mesi di attesa i sexbox sono stati finalmente aperti registrando, fin dal primo giorno, grande successo e rumorose polemiche.

Ma cosa sono i sexbox? Nonostante il termine faccia pensare a una stanza chiusa e a prova di claustrofobia, i sexbox si rivelano aree aperte e ben organizzate in cui il cliente a caccia di sesso a pagamento può recarsi per contrattare il prezzo per una seduta erotica che potrà consumare in automobile oppure nelle aree predisposte (aperte anche a chi desidera fare sesso con la partner), luoghi controllati e puliti in cui le professioniste del sesso potranno svolgere il loro lavoro in totale sicurezza. Oltre alle aree dei sexbox, gli organizzatori hanno organizzato nuovi spazi in cui potersi divertire mettendo a punto aree di sosta per camper e roulotte in modo da permettere a tutti, compresi gli uomini in cammino, di poter godere della tranquillità sognata.

I sexbox, non apprezzati da tutti, fanno luce su una novità che potrebbe presto rivoluzionare il mondo del sesso a pagamento, una “piaga” sociale che da secoli si è cercata di estirpare senza alcun risultato ma, anzi, peggiorando le condizioni di clienti e professioniste che ogni notte mettono a rischio la propria vita. Temi etici a parte, le donne svizzere che hanno scelto la prostituzione come lavoro a tempo pieno hanno ora la possibilità di poter svolgere il loro lavoro (in Svizzera regolamentato anche dal punto di vista contributivo!) in un luogo sicuro e pulito.

Che sia il ritorno delle case chiuse? Personalmente, credo proprio di sì: meglio in un luogo sicuro per tutti che per strada, alla mercé di bambini e potenziali assassini!

Photo Credits | Thinkstock

Commenti (2)

  1. sono del parere però che la prostituzione debba essere gestita dallo stato e riconosciuta come lavoro a livello di dirigente d’azienda, visto che fanno gli stessi guadagni magari a 18 anni dove un ragazzo della stessa età al massimo trova lavoro a 500€ al mese
    Quindi meno opportunità alle donne negli “altri” lavori, per legge…
    so che sembra una provocazione quanto ho detto, ma nonostante tanta retorica di partito faccio notare che il 90% dei barboni in strada è un uomo…
    una donna nella vita ha sempre maggiori possibilità, a meno che non sia un cesso inguardabile…
    mi piacerebbe sapere che ne pensate…

  2. sono del parere però che la prostituzione debba essere gestita dallo stato e riconosciuta come lavoro a livello di dirigente d’azienda, visto che fanno gli stessi guadagni di 10000€ al mese magari a 18 anni dove un ragazzo della stessa età al massimo trova lavoro a 500€ al mese
    Quindi meno opportunità alle donne negli “altri” lavori, per legge…
    so che sembra una provocazione quanto ho detto, ma nonostante tanta retorica di partito faccio notare che il 90% dei barboni in strada è un uomo…
    una donna nella vita ha sempre maggiori possibilità, a meno che non sia un proprio inguardabile…
    mi piacerebbe sapere che ne pensate…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>