Fermo posta: ma il punto G esiste o no?

punto g

Prendo spunto da questo articolo apparso ieri su Repubblica per dire la mia sull’incognita del punto G, che ieri c’era e a quanto pare adesso non c’è più. A fare il tifo per la scomparsa (anzi la non comprovata esistenza) del centro del piacere femminile è un gruppo di scienziati del King’s College di Londra guidati dal ricercatore Andrea Burri. L’equipe di scienziati ha pubblicato una ricerca sul Journal of Sexual Medicine dove si afferma che il punto G non c’è, anzi non c’è mai stato, ma è solo frutto della fantasia femminile. Da qui la polemica.

La ricerca, effettuata su un campione di 900 gemelle ha dato come risultato che è praticamente impossibile trovare prove tangibili dell’esistenza di questa zona erogena, nonostante alcune donne sostengano non solo di avere il punto G, ma anche che la sua maggiore o minore attività sia dipendente da fattori come la dieta o l’esercizio fisico.

Premesso che io non do mai retta ai pettegolezzi, nemmeno a quelli confutati dai nutrizionisti o dal mio basso ventre, io non posso che appoggiare questa saggia conclusione scientifica: per me il punto G è una follia, come folle e ingenuo resta qualsiasi tentativo di analizzare il sesso e i suoi segreti.

Ma guardiamo la cosa da un punto di vista squisitamente tecnico: vi pare sensato che le donne abbiano una specie di interruttore magico che se lo spingi fa scintille? E che siamo lampadine? Certo, a pensarci bene sarebbe anche comodo per certi uomini dotarsi di telecomando e darci una “schiacciata” cinque minuti prima della Finale di Coppa, e vedere poi la partita in santa pace. Ma la realtà è più complicata.

La realtà è che molte donne spesso si innamorano di uomini che hanno saputo conquistare la loro fiducia in casa e a letto, uomini che non sanno far l’amore, uomini che non si fanno coinvolgere, che non si danno, uomini che hanno una visione del sesso meccanica, fredda, una mentalità da letto che involontariamente finiscono per trasmettere anche alle loro compagne. E le donne, per amore, credono ciecamente ad ogni parola.

– Cara lo so che non sei venuta, ma proprio non riuscivo a trovare il punto G.
– Caro non fa nulla, piuttosto mi aiuti a trovare almeno le chiavi della macchina?

Scherzi a parte, lasciatemi dire come la penso. Io ritengo che tutta la vagina sia sensibile, alla faccia di Kinsey e dei suoi seguaci, e che la ricerca del misterioso (e spesso introvabile) punto G sia solo un alibi per non guardare in faccia problemi più seri, individuali o della coppia. Ma non prendete le mie parole come oro colato, la mia è solo un opinione personale, che però si basa su un’esperienza di vita vissuta.

Anche io, per circa tre anni, sono andata alla ricerca del mio punto G, nemmeno fosse una caccia al tesoro. Poi ho cambiato partner, e l’ho trovato al primo colpo. Da quel giorno, fidatevi, l’unica mappa che mi serve è quella per giocare a Monkey Island.

Scrivi a Fermo Posta (fermoposta chiocciolina cooletto.com). Ti risponderà Cristiana Danila Formetta, blogger, sex expert e autrice di numerosi libri e racconti erotici per GQ e Coniglio Editore.

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