Vibratori: quanto è importante la forma?

di Valentina Commenta

Vi siete mai soffermati a pensare alla forma di un vibratore? Scommetto che chi ne ha mai comprato uno o abbia semplicemente preso in considerazione l’idea di acquistarne uno lo abbia fatto ed a lungo. Quando si decide di comprare sex toys, grandezza e forma sono basilari, talvolta, non solo per provare piacere, ma anche per non farsi male.

Ringraziando il cielo, in materia, le case di produzione di giocattoli erotici danno la possibilità di scegliere in modo molto variegato. Ma se mi aveste chiesto quanto la forma potesse essere veramente importante a livello oggettivo (soggettivamente conosciamo tutti ciò che ci stimola meglio ed a quale intensità, N.d.R.) non sarei stata in grado di rispondervi fino a qualche giorno fa, quando mi sono imbattuta in un video di Valentina Nappi, la pornostar scoperta da Rocco Siffredi. Dando un’occhiata ad una sua performance con un paio di vibratori, l’impatto è stato abbastanza chiaro.

Ne utilizzava due, uno di quelli semplici, a forma di dito (o proiettile, se vogliamo) ed un di quelli bombati, a mo di “lombrico” che di solito vengono plasmati in questo modo per stimolare diversamente le pareti vaginali ed il punto G: E non c’è storia proprio: la differenza è notevole. Il che risponde automaticamente alla domanda che ci siamo posti nel titolo: la forma del vibratore ha una sua importanza, più che nominale. Perchè è uno dei fattori primari con i quali vagina, clitoride ed ano hanno a che fare. Non parlo solo del classico vibratore per donne, mi riferisco anche ai vibratori anali, che di solito hanno quella forma a perla (o bruco) di cui parlo.

Quindi, se posso permettermi un consiglio, prima di acquistare qualsiasi vibratore, pensate bene a come vi piace essere stimolati ed in base a questo particolare scegliete la forma giusta per voi e per i vostri bisogni.

Photo Credit | Getty Images

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