Porno, si è evoluto davvero?

Possiamo dire che il porno si sia evoluto negli ultimi anni? Per qualcosa che dobbiamo chiederci quando prendiamo in considerazione questa branca dell’intrattenimento dedicata agli adulti. Soprattutto per via del sempre maggiore spazio acquisito da servizi come OnlyFans.

Il porno classico ha stancato un po’

L’ha detto che il porno effettivamente non passa mai di moda, soprattutto perché ha la capacità di modificarsi con il passare del tempo. Quello che trovavamo nei film anni ’60 e ’70 di certo non lo ritroviamo in quello che attualmente ci propone il mondo dell’hard.

Certo, rimangono nelle vecchie glorie come Rocco Siffredi, che però lavorano più dietro la cinepresa piuttosto che davanti. E, a meno che non si prendano in considerazione i lavori di Erika Lust, autrice di un porno femminista e più realista, la maggior parte dei film che vengono proposti negli ultimi anni porta avanti l’idea di maschi Alfa e di donne sottomesse.

E in generale, ammettiamolo, questa interpretazione del porno un po’ ci ha stancato. Anche perché è in grado solamente di dare delle idee sbagliate su come funzionano molte dinamiche. Il porno potrà anche darci modo di visionare tre colonne come se piovessero, ma va da sé che questo non basta. Soprattutto se le trame sono sempre le stesse e non si ha un approccio più aperto anche su alcuni kink specifici.

Non è un caso che uno dei generi che non smettono mai di essere visti siano quello hentai e l’amatoriale. Entrambi sono in grado di rispondere alle fantasie più disparate senza troppi fronzoli e senza quella patina di falsità che contraddistingue molti dei lavori attuali. Certo, quando parliamo di hentai parliamo di cartoni animati e quindi di cose fantasiose a prescindere.

Meglio quello femminista privo di problematiche

Ma hanno la capacità di poter far spaziare la mente dello spettatore a 360 gradi. Mentre nella maggior parte dei casi il porno normale rimane  sempre la stessa solfa. Ed è forse anche la ragione per la quale OnlyFans ha tanto successo.

La colpa magari è anche un po’ dei casting e di quella visione troppo ristretta presente all’interno del settore. Sembra assurdo, ma per certi versi quello hard è un contesto molto più conservatore di quello che si pensa. E nel momento in cui la plastica (e non quella dei vibratori), entra troppo in gioco, anche le persone iniziano a essere più critiche di quello che si vorrebbe.

Il risultato? A meno di trovarsi davanti a vecchie glorie o a sceneggiature che possano attirare l’attenzione, i video rimangono sempre la stessa solfa e di conseguenza perdono molti più spettatori di quelli che riescono a convincere.

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