Zone Umide, sesso e neofemminismo per un libro scioccante

di Redazione 7

Si è parlato molto del romanzo d’esordio di Charlotte Roche, che in Germania ha venduto tantissimo e che qui da noi è arrivato grazie all’ottimo lavoro della Rizzoli.

Zone Umide apre un capitolo nuovo nell’inflazionato panorama della letteratura erotica al femminile, grazie al tono impietoso della narrazione – a tratti pornografico – che racconta il corpo della donna, i suoi umori ed i suoi odori con una sincerità mai vista prima. La protagonista del libro è Helen Memel, sfrontata diciottenne dotata di una curiosità irresistibile verso i cambiamenti del proprio corpo, descritti attraverso la storia della sua educazione sessuale, e insieme sentimentale: il rapporto con la famiglia, gli incontri con altri uomini, la sua solitudine, le pratiche di autoerotismo più fantasiose, perfino i metodi per costruire sex toys fai-da-te partendo da semplici noccioli di avocado.

Le Zone Umide del corpo femminile sono le vere protagoniste di questo libro. Helen ci descrive con minuzia di particolari le labbra della sua vagina (che si fa depilare con cura da Kanell, un etiope conosciuto al mercato), così come indugia con compiacimento davanti alla forma ed elasticità del suo ano. Ed il suo racconto è una strada che porta all’intimità più profonda della donna che non è – attenzione – innocua e distante, “patinata” come vuole la pubblicità.

La storia ha inizio quando la nostra Helen Memel si ferisce le emorroidi, depilandosi con un rasoio. Helen viene ricoverata in ospedale per qualche giorno, costretta all’immobilità, ad affrontare problemi come sanguinare o andare di corpo, e a parlare di questo con medici e infermieri, rigettando così l’idea che la donna debba essere sempre pulita e profumata, quasi fosse un obbligo morale.

Il neofemminismo dell’autrice nasce da qui, dal rifiuto di continuare a preoccuparsi dei suoi umori o dei suoi odori. Charlotte Roche contrappone l’odore del corpo femminile, del sesso non lavato, allo stereotipo di una donna che oggi per essere perfetta, è costretta a diventare schiava dei prodotti per l’igiene intima, schiava dei profumi artificiali, ma anche delle convenzioni. Ma la Roche rompe i tabù secolari che ci vogliono lisce e plastificate come i manichini dei negozi d’abbigliamento, come se sudare o avere i peli sotto le ascelle fosse un abominio, un segreto da tenere costantemente nascosto.

La riflessione sul corpo che Charlotte Roche ci consegna, la sua assoluta mancanza di pudore, farebbe arrossire qualsiasi uomo. E questo, a pensarci bene, è il pregio più autentico del libro.

[photo courtesy of Style.it]

Commenti (7)

  1. Io penso che i peli sotto le ascelle siano molto erotici (mi riferisco al corpo femminile ovviamente …dato l’argomento) e che una donna-barbie non sia per niente eccitante; senza odore, senza sapore, con lei non puoi fare all’amore. Al massimo puoi giocare con Big Jim. Leggerò presto questo libro, voglio arrossire, voglio arrostire… Grazie Cris.

  2. Nessuno vuole sedersi su un divano impacchettato. E così? 😀

    Fab

  3. Posso dire di essere quasi un esperto di letteratura di ambito sessuale o erotico, di cui ho letto almeno una cinquantina di romanzi di questo genere di tutte le epoche.
    Ultimamente, poi, avevo molto sentito parlare di “Zone umide” di Charlotte Roche: sembra che in Europa, e soprattutto in Germania, sia un vero e proprio caso letterario e che il libro sia additato come uno “scandalo” ovvero come un “manifesto femminista” (in base al taglio critico con cui è stato analizzato).
    In effetti, devo ammettere che raramente avevo letto qualcosa del genere.
    Il libro è un viaggio dentro la psiche di un’adolescente, Helen, che vive il sesso in maniera del tutto libera e originale: ma sono soprattutto il tono e lo stile del racconto che colpiscono nel profondo.
    Helen, oltre ad avere una facilità estrema nel collezionare rapporti sessuali un po’ “sopra le righe”, mostra un vero e proprio culto del corpo e di tutto ciò che di organico e fisiologico esso produce.
    Gli esperimenti sessuali sono per lei all’ordine del giorno e li racconta quasi con il candore di una bambina: a dimostrazione di come la sessualità possa essere vissuta nel modo naturale e sincero (da cui i richiami femministi).
    Una testimonianza davvero stimolante e provocatoria sul modo più autentico di vivere il proprio corpo, utile sia per le donne (per una maggiore cognizione del loro corpo) sia per gli uomini (per un reportage completo sulla sessualità femminile moderna).

  4. Mirtilla, sono d’accordo con te.
    Helen è un personaggio che mi ha fatto ridere molto, per il suo candore e per la sua voglia di sperimentare. La naturalezza e la sincerità che hai trovato in questo libro è proprio il fattore che non lo fa cadere nella volgarità.

  5. esatto Cristiana…la protagonista parla con una spontaneità e innocenza disarmante, è così ironica…coem si fa a non amarla? E la riflessione della scrittrice è incentrata sul concetto di donna e sulla sua reale valenza nella società odierna: perché, ad esempio, la sessualità delle donne dev’essere sempre morigerata e inespressa, a fronte libertà e del permissivismo concesso invece agli uomini?
    Ed ecco come risposta il viaggio di Helen, adolescente in cerca dell’espressione più autentica e vera del suo corpo, in barba a tanti preconcetti e moralismi imperanti.

  6. Zone Umide di C. Roche è un libro forte, moderno e coraggioso.
    Non mi stupisce che in Germania e in altri paesi europei sia considerato un caso letterario e abbia scalato le classifiche di vendita: ha un sapore davvero rivoluzionario.
    Il sesso è la tematica principale del romanzo, dove è Helen, la giovane protagonista, a parlare in prima persona di sé e delle sue esperienze sessuali.
    Helen propone una visione della sessualità femminile che mai era stata proposta con tale brutale schiettezza: al centro dei suoi interessi ci sono il corpo e tutti gli odori, umori e sapori che emana e produce nelle pratiche sessuali.
    Il risultato è una narrazione a volte cruda e shockante, ma di sicuro sincera e innovativa: Helen non ha paura di ricercare la femminilità più autentica, riscoprendo un lato della fisicità femminile che la società perbenista e conformista lascerebbe volentieri nell’ombra.
    E le descrizioni più estreme (a tratti quasi disgustose) hanno proprio questa funzione socialmente demistificante: la donna, come l’uomo, è anche corpo, materia, istinto.
    Cose di cui non deve vergognarsi, ma, al contrario, andare fiera: soprattutto per questo penso sia un romanzo decisamente moderno e dissacrante.

  7. Sesso: tutti ne parlano, tutti ne discutono, ma spesso in maniera banale, scontata e, a volte, anche moralistica.
    Niente di più lontano dal romanzo di Charlotte Roche: Zone Umide è una lettura avvincente proprio perché sfrontata, anticonformista e dissacrante.
    Aggettivi che si addicono alla protagonista del romanzo, Helen, una ragazza che vive il sesso in modo molto libero, personale e atipico: per lei la sessualità è la libertà di poter vivere il proprio corpo in maniera naturale e vera, tanto da sfiorare il ritorno alle sensazioni primigenie.
    Questa è la ragione per cui Helen si affida totalmente ai cinque sensi, amplificandone le potenzialità tramite pratiche sessuali a dir poco innovative e inusuali.
    Ogni odore, sostanza, liquido o oggetto vario connesso al sesso diventa per lei un qualcosa da sperimentare sul proprio corpo e col proprio corpo.
    Alcune descrizioni, pertanto, riguardano pratiche erotiche quasi impensabili e a dir poco estreme o innovative: e Helen le descrive con la schiettezza e l’innocenza di una bambina che gioca con le sensazioni che la circondano.
    In questo modo lo stile narrativo della Roche non si fa mai volgare, ma anzi risulta più coinvolgente e intrigante.

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