domnosis sesso metà ipnosi dominazione

Domnosis, sesso a metà tra ipnosi e dominazione

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La nuova frontiera del sesso virtuale? La domnosis, ovvero il sesso a metà tra ipnosi e dominazione. Parliamo di ipnosi sessuale a distanza, dove la parte della dominatrice viene data a delle “tecnoprostitute” ipnotizzatrici e quindi piscologhe di professione chiamate “hypnodomme”, e quella del dominato agli eventuali clienti chiamati “hypnoslave“.  Una parte passiva ed una attiva, come sempre contrapposte nella normale dominazione.

Boffery, il social network del sesso

Il fenomeno dei social network è in continua crescita. Non passa settimana senza che la Tv nazionale dedichi un servizio a Facebook, Bebo o MySpace, i tre colossi del social networking mondiale. La voglia di raccontarsi e di raccontare le proprie esperienze, anche quelle più intime, ha contagiato tutti oramai, e sulla rete nascono ogni giorno servizi su misura per accontentare gli esibizionisti più esigenti. Qualche settimana fa vi abbiamo segnalato Bedpost, un diario online dove annotare quante volte fate l’amore nell’arco di una settimana, e scrivere la durata di ciasun rapporto, magari con relativa classifica, perché no? Ma se amate vantarvi, se avete un carattere da playboy o il sex appeal di una “mangia uomini”, e desiderate stringere amicizia con chi condivide i vostri desideri, allora avete bisogno di un social network su misura tutto dedicato al sesso.

Boffery nasce come una specie di Facebook, dove le connessioni fra gli utenti non sono create in base al rapporto di amicizia, ma a seconda dei rapporti sessuali avuti. L’idea è di Melissa Gira Grant, scrittrice americana di romanzi erotici, che ha annunciato la nascita di Boffery come il primo social network a permettere la mappatura dello storico del sesso degli utenti. Con Boffery sarà possibile tenere traccia della propria storia sessuale, e condividere queste informazioni con amici fidati, oppure con estranei, se questo è ciò che si desidera.

Una volta registrati al sito sarà possibile vedere chi c’è in linea, stringere nuove amicizie, scrivere brevi o lunghe descrizioni di persone, relazioni ed esperienze, e organizzare tutte queste informazioni in maniera da imparare anche qualcosa in più su se stessi e sulle proprie abitudini sessuali. Inoltre è possibilie comunicare direttamente con gli altri utenti del sito, chattare, e sapere cosa stanno facendo in questo momento. E se la vostra vita sessuale è stata, o continua ad essere un po’ birichina, non abbiate timore, perché il regolamento di Boffery assicura la massima flessibilità mentale. Tuttavia, è sempre possibile impostare un livello di privacy su misura per voi, in modo da tenere tutto sotto controllo.

Una tuta è l’ultima frontiera del Cybersesso

Noi di Cooletto non abbiamo nessun pregiudizio verso il sesso virtuale. Però converrete anche voi che il sesso reale è meglio.
Ma Kevin Alderman, produttore di articoli erotici, non la pensa in questo modo, e per essere più convincente ha inventato il “tele-dildo“, una tuta interattiva che permette di ricevere stimoli tattili. Indossando questa tuta si potranno provare fisicamente le sensazioni vissute dal nostro avatar viruale. Baci e carezze dalla testa fino ai piedi, passando per i genitali, è ovvio.
Ma chi è davvero Kevin Alderman?
Nel Web, è meglio conosciuto come Stroker Serpentine, il nick che adopera su Second Life, la piattaforma virtuale dove questo simpatico omone si è imposto come uno dei più grossi imprenditori di Cybersesso. Su Second Life, Alderman è famoso soprattutto per due motivi: per aver venduto l’Isola di Amsterdam per 50.000 dollari (veri e non virtuali), e per aver dichiarato di avere fatto migliaia di esperienze di sesso virtuale (ma solo a scopo di ricerca) con altri avatar.

Il sesso è una delle attività preferite dagli utenti di Second Life, che s’innamorano in chat, tradiscono, e talvolta divorziano anche nella vita reale. L’idea quindi di rendere il cybersesso più realistico può sembrare, almeno all’inizio, vincente. Ma la tuta interattiva reclamizzata da Alderman è pesante e ingombrante, e rischia di provocare risate anziché eccitazione. Eppure, l’industria del sesso virtuale non si ferma, anzi è già proiettata nel futuro. Un futuro che si presenta a noi come un complesso groviglio di fili e cavi da agganciare un po’ ovunque, e da collegare a tute degne di film di fantascienza e a sex toys via bluetooth come, ad esempio, il Robosuck.