Shame: al cinema la storia di un sex addicted

di Giada Commenta

 Ci sono volute un paio di star famose e le loro dipendenze per abbattere i tabù che prima si stringevano attorno alla dipendenza sessuale ma ora, dopo numerosi casi e a seguito della prolificazione di alcune cliniche specializzate, anche il cinema inizia ad indagare sul caso presentandando agli spettatori una storia che parla di una malattia psicologica da non sottovalutare che viene vissuta dai malati come una vergogna. Shame, per l’appunto.

Shame uscirà il prossimo 13 gennaio in tutte le sale italiane dopo una presentazione molto gradita avvenuta al Festival del Cinema di Venezia. Steve McQueen, regista e artista britannico, ha scelto di narrare la storia con l’attore e protagonista Michael Fassbender nei panni di Brandon Sullivan, un uomo che, dietro a una carriera di successo, nasconde una dipendenza dal sesso che esplora senza sosta in tutte le sue forme: dall’autoerotismo, ai rapporti con le prostitute, con gli uomini che incontra lungo il suo cammino di vita e fino al sesso estremo corredato da alcuni incontri nelle chat erotiche.

Il film ha catturato l’attenzione della giuria e di tutti gli spettatori che hanno potuto apprezzare in anteprima la produzione cinematografica, un esordio positivo che attenderà la critica degli spettatori di tutto il Paese per cantare finalmente vittoria. Pensando a Shame e ai temi attorno ai quali si sviluppa è impossibile non chiedersi se il nostro Paese sia pronto, o no, a una produzione di questo tipo dove l’attività sessuale, spesso censurata e poco gradita, diventa il fulcro principale di un intero film.

Il tema, delicato e ancora “nuovo” per la maggior parte delle culture sociali, è stato comunque trattato con maestria soprattutto dall’attore protagonista. Michael Fassbender è stato infatti premiato dalla giuria con il premio Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Nell’attesa di poterlo finalmente vedere al cinema anche nelle nostre sale, ecco il trailer ufficiale del film Shame:

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