Racconti erotici: L’erotismo del solletico

di Redazione 1

Appuntamento ogni domenica e lunedì con i “Racconti Sexisti” di Miss Lucy

Ero assorta nei miei pensieri, in attesa dell’arrivo del mio uomo. Stasera avevo voglia di essere accarezzata da piume e da delicate mani. Le dita possono confondersi nelle linee del gioco. Lui sa che a me piace essere cullata, mi fa eccitare molto e riesco anche a raggiungere l’apice dei miei desideri. Arriva in ritardo e si scusa del tempo perso. Si spoglia della sua nudità e mi spoglia piano piano della mia fatalità. Ho piume di lodi e le sue mani morbide. Difficile trovare un uomo delicato e morbido. Inizia dai miei piedi con la piuma in bocca. Io sono legata ai polsi e lui è il mio erotismo, il mio solletico meschino che nutre la mia eccitazione. Decanto di estremità, di mite forma di sostanza, è un’ossessione tingermi di sussurri. Mi muovo di piccoli lividi, e il tocco leggiadro inonda il mio piacere, tra le gambe, nella mia intimità e ai seni. Lui insiste nel donarmi la perplessità di quella sua arte fragile e si eccita di duro nel vedermi ipnotizzata da quel fare, da quel dare, da quell’avere. La fretta aspetta nel godere. Ansimo al cullare sottile, dove ora la piuma non c’è più, e sento le sue dita premere come tasti dolenti. Un fuoco acceso dentro di me si scaglia di calore. I nostri respiri sono più acuti, e ho il contatto del suo corpo che spinge su di me. Le sue dita esplorano la mappa del mio corpo, a tratti godo anche di morsi e baci. Lui appoggia sul mio nudo, le sue armi da uomo, e non vi è penetrazione, non vi è attenzione, ma solo la sensazione di un’eccitazione che provoca il venire.

L’orgasmo è un’evidenza di particolarità.

Chiudo gli occhi, perchè ho bisogno di svenire nel mio respirare, ho brividi ovunque che non fingono al mio sapore. Tutti e due dirigiamo il ventre del venire, la musica del nostro solfeggio, sono note che hanno un’espressione di acuta saggezza. Lui continua a seguire istanti di me con le sue dita. Io sono eccitata come la passione può esserlo in uno scoppiare di un maniaco bisogno. I nostri movimenti sono più irruenti, con ritmo pacato e costante di indugi. C’è voglia di essere penetrata come una goccia di pioggia, c’è la mia voglia di arrivare all’orgasmo solo con quella stupenda banalità. La mia mente ora è condizionata dal piacere, potrei svenire di prodezza, potrei venire di sistematiche ombre. Lui spinge il suo corpo su di me continuando nel suo solletico. La mia danza accoglie la spinta con la semplicità di un godere diverso, un godere inverso. Sento il docile tumulto, il nostro ansimare diventa uno spasmo unito e unico di beltà. La bellezza di trovare l’apice insieme. Ancora, ancora e ancora siamo lì a giocare di noi, continuando l’eclissi. I tocchi sono più decisi, il sudore è attivo al momento, il ritmo non si frena e corre di sessualità. Poi il mio urlo, la mia liberazione, la mia soddisfazione. L’orgasmo ci ha regalato la nostra profonda ambizione.

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