Perde la verginità in diretta tv: il caso Nicki Blue

di Redazione 3

Che la verginità non sia più al primo posto tra le virtù odierne non stupisce nessuno. Anzi, il rapido mutamento dei costumi ci spinge verso una sessualità sempre più libera e aperta anche alle esplorazioni gay, queer, o trans. Tuttavia l’ultimo live show andato in onda sul sito Kink ha sollevato un polverone perché la protagonista Nicki Blue ha accettato di perdere la verginità durante la diretta sulla web tv del sito, il 15 gennaio.

Nicki Blue è una giovanissima modella fetish di appena 21 anni, ma è già un volto noto per gli amanti del Bdsm che sono registrati al sito Kink. Le piace il petting e lo spanking, ma fino a due giorni fa era ancora “casta e pura”, o per meglio dire “intatta”, quando Nicki finalmente ha deciso di infrangere l’ultimo tabù. Ma invece di mantenere la cosa privata, Nicki Blue ha optato per una live cerimony, cioè un vero e proprio show televisivo dove a contendersi la prima volta di Nicki sono stati tre pornostar amatissimi dal pubblico di Kink: Mark Davis, Jack Hammer, e James Deen. Ma ignoro chi sia stato il vincitore, perché ho preferito non seguire la diretta.

Ho sempre apprezzato la community di Kink per la passione dimostrata nel promuovere i temi del fetish e del Bdsm, ma questa iniziativa mi è sembrata, francamente, discutibile. L’immagine della verginità di una ragazza messa all’asta fra tre pretendenti è qualcosa che mi disturba. Qualcosa che mi fa riflettere su come sia cambiato oggigiorno il concetto di verginità.

Perdere la verginità non è più un momento di intimità e di pudore, ma solo uno scomodo fardello di cui sbarazzarci prima o poi. Perciò, se proprio dobbiamo farlo, facciamolo “alla grande”, coi riflettori puntati addosso e tanta pubblicità. Non importa chi è il partner, quello che conta è diventare famosi per 15 minuti.

Vi sembro troppo bacchettona? Può darsi, ma perfino il sito Kink ha avuto un ripensamento all’ultimo minuto. Non per lo show che è andato regolarmente in onda, bensì per i banner pubblicitari presenti sul sito per reclamizzare l’evento. Fino a qualche giorno fa, la parola “virginity” era scritta a caratteri cubitali, ma successivamente si è preferito sostituirla con i termini “pussy penetration“. Cambia la forma, ma non la sostanza.

Voi cosa ne pensate? La verginità è ancora un valore, oppure oggi non ha senso mantenere il pudore tanto caro alle passate generazioni? Fateci sapere la vostra opinione.

Commenti (3)

  1. letto l’articolo e stupisco…si parla di verginità intendendo solo l’aspetto fisico,verginità “meccanica” direi non ha nulla a che fare con l’aura connessa di pudore, innocenza, inesperienza.La signorina in questione era già modella BDSM e Fetish e allora di che verginità stiamo parlando, di una penetrazione come un’altra che assuma più valore solo perchè è prima…sinceramente aspetto la signorina ad altre prove, come la prima anal o la oral etc etc… il corpo come estrema merce…la finta verginità

  2. @raffaele: hai centrato il punto. La verginità come rottura dell’imene e basta. Nessuna emozione, nessuna partecipazione.
    Il sesso dovrebbe essere qualcosa di gioioso, e il porno dovrebbe sforzarsi di risultare almeno creativo. Invece tutto questo mi sembra solo triste, e basta.

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