Sesso, scarpe, e pesciolini: il romanzo hard che piace a Tinto Brass

sesso scarpe e pesciolini

Fabio Brigazzi è nato a Belluno negli anni sessanta ma vive da sempre a Roma, all’ombra del Cupolone.
Dall’alto del suo metro e novantacinque, possiede una visione del mondo del tutto personale, miscelando alla realtà quotidiana la sua fervida fantasia.
E’ alla sua prima esperienza letteraria, con la quale racconta di alcune vicende di vita, viste attraverso gli occhi di una donna. Ma non di una donna qualsiasi, bensì di una 50enne, che scopre l’importanza della trasgressione, quella vera, priva del romanticismo che forse appannerebbe una per una, tutte le sensazioni più autentiche e fatali.

Ciò che mi ha maggiormente -e positivamente- incuriosito in “Sesso, scarpe e pesciolini”, è l’età della protagonista: cinquant’anni.
Un’età che, salvo il caso dei diari autobiografici, è più che canonica per l’eroina di un romanzo erotico, con il rischio di relegarla automaticamente se non fuori tempo massimo, almeno borderline, ai confini della menopausa, fra le donne che, anche se ancora belle e desiderabili, l’industria culturale impietosamente bolla, per dirla con il brutale pragmatismo dei tycoon americani, come “no more fuckable!”.
E invece Marina è “still very fuckable!” (dalla prefazione di Tinto Brass)


La protagonista di “Sesso scarpe e pesciolini” si chiama Marina, e l’autore la descrive con tono leggero, ironico e graffiante. All’inizio del libro, Marina è una donna spenta e senza più sogni sessuali che troverà, spinta anche dalla curiosità femminile, la forza e il coraggio di affrontare prove erotiche sempre più ardite e imprevedibili, grazie all’aiuto di Max, suo Pigmalione, che la guiderà alla scoperta del “sesso vero“.

E a proposito di “sesso vero“, chi se non Tinto Brass, poteva tenere a battesimo il talento narrativo di Fabio Brigazzi? Il re dell’eros cinematografico ha apprezzato moltissimo il romanzo e ne ha scritto la prefazione, gustosissima, di cui vi riportiamo un estratto:

Max è il detonatore sessuale che permette a Marina di rompere gli indugi, fare piazza pulita e tabula rasa delle remore etiche, estetiche e culturali che ancora la condizionano. Di affrontare con sfrontata spudoratezza quelle verità della sua sensualità che per 50 anni aveva nascosto, negato e rinnegato perfino a se stessa. Censurate, rimosse e represse, ma che ora, grazie a lui, vengono finalmente espresse in gioiosa e giocosa libertà, con parole e azioni luride e lucenti, ma nuove e illuminanti rispetto a quelle vecchie, stantie e menzognere delle “sublimazioni culturali”.
Senza pregiudizi né preconcetti nei confronti della sessualità più totale e trasgressiva, senza rispetto reverenziale per le inamovibili gerarchie di valori fasulli quali il pudore, la castità, la verginità, la fedeltà, la dignità. Stupide virtù inventate da chi ci comanda per farci vergognare dei nostri istinti naturali, renderci docili e sottomessi come pavidi pecoroni, umiliare, colpevolizzare, demonizzare e a volte perfino criminalizzare le donne che osano rinnegarli e ribellarsi ad essi. A leggere le infinite scorribande erotiche, soft e hard, in cui Max trascina e coinvolge Marina, ho la sensazione di assistere all’eruzione vitale e tumultuosa di un vulcano che erutta con lava e lapilli, il magma incandescente e indecente dell’eros troppo a lungo compresso e represso dalla protagonista del romanzo.

Sesso scarpe e pesciolini un romanzo di Fabio Brigazzi è pubblicato dalle Edizioni a Nord Est. Non lasciarlo fuori dalla porta della tua vita.

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