Vaginal Beer, la birra aromatizzata

di Valentina Commenta

Vaginal Beer, la birra aromatizzata… alla vagina. Eh si. O più che aromatizzata dovremmo parlare di creata grazie all’organo sessuale femminile. Siete curiosi di sapere come? Ora ve lo spieghiamo, ma vi avvertiamo: si rimane a bocca aperta.

Sia per la semplicità del coinvolgimento vaginale sia per il fatto… che sia parte integrante del processo di creazione della birra. Ebbene si, “The Order of Yoni” ha lanciato, con tanto di filmato invitante, una campagna di crowdfunding su Indiegogo per produrre questo particolare tipo di bevanda alcolica. La cosa incredibile? E’ che per far fermentare il luppolo viene utilizzata la flora batterica vaginale.

L’idea di dare vita ad un simile “intruglio” gira da un po’ di tempo in realtà seppure sotto formule diverse: come dimenticare coloro che dalla vagina e dai suoi batteri hanno dato vita a dello yogurt fatto in casa da fare invidia a qualsiasi produzione casearia tradizionale? E se è possibile tutto ciò, perché non provare con la birra che tra l’altro è più mainstream ed è in grado di attirare l’attenzione?

Ed ecco che nasce la campagna della vaginal beer. Diciamola tutta però: colei che provò a creare yogurt dalla propria vagina ci riuscì senza problema ma dei due tentativi fatti, il primo non solo aveva un saporaccio ma non era neanche salutare. Questo perché quando si fa una coltura del genere non vi sono solo i probiotici ma anche altri agenti che possono risultare patogeni: e questo va sottolineato. I produttori di birra sostengono di poter selezionare solo quelli buoni: avanti tutta!

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