Racconti erotici: Un tratto

di Redazione 1

Appuntamento ogni domenica e lunedì con i “Racconti Sexisti” di Miss Lucy

Candele. Chissà se la poca luce avrebbe permesso il furore del nosto stato. Il buio è un equilibrio obliquo che appare e scompare. Come la luce. Stavo usando la mia bocca che provocava i tuoi gemiti. Il tuo duro lo sentivo dentro con colpi infuocati di arroganza e di istinto. Non era il mio massimo appagamento, ma lo facevo solo per il tuo godimento. D’un tratto il tuo orgasmo viene atroce e io non resisto a inghiottire. Il tuo amico era lì con noi per un triangolo da dimenticare. Lui penetra, tu penetri, io penetro.

Baciami, perchè voglio soffocare di amarezza. Toccami perchè voglio stupirmi di certezza. In mezzo ai miei uomini sentivo entrare e uscire metalli dietro e davanti a me. I miei sensi avevano inondato il piacere ovunque. Il mio corpo era un puzzle di eccitazione. Troppa possenza maschile stava lacerando la mia perplessità, la mia voglia di rendermi sporca.

Un tratto. Ero esausta ma i due giocolieri ancora volevano giocare e ribellarmi all’attenzione non era facile. Facevo capire il mio intento con il mio sublime incanto, perchè il cedimento va preso di vanto. Il sesso ha odore di piume e di dolore. Le due menti riflettono e si allontanano alla mia figura con l’orgasmo più violento. Io ero stata spremuta con crudele e voluta vivacità. Non voglio ricordare particolari, ma tratti.

I due uomini mi cullano accarezzandomi ovunque, baciandomi e facendomi masturbare. Gli occhi a volte hanno una definizione così erotica e sottile. E’ un gioco di squadra, la necessità di vincere con lo stesso intento.

Mi sento un fantasma quando godo della mia venuta. La luce riflette su di noi, su anime perse che si sono ritrovate. Sono ancora in mezzo a lodare il mio stato mentale. Mi penetrano in ogni buco, con il bisogno di agire. Mi sento penetrata senza il bisogno di reagire.

[N.d.a. Potete leggere altri miei “Racconti Sexisti” sul mio blog]

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Commenti (1)

  1. era una giornata piovosa ,me nè stavo a guardare la pioggia cadente mentre aggrappato alla spalliera del tram mi passavano ricordi lontani dal tempo
    quanto il tram si fermò vidi salire carla persona da me mai vista
    si mise in mezzo fra me e un viaggiatore tra curve frenate e cambio di marcia
    ci urtavamo innoccentemente in me sentivo salire la pressione
    quanto il bozzo fù vistoso sentii provocatoriamente carla la passeggera
    fare un gridolino di stupore haimè mi dicevo che vergogna invece lei
    apposta venne a sistemarsi proprio davanti e spingeva sul momento ingredulo non credevo ai miei occhi lei non perdeva certo tempo io sempre facendo finta di nulla pigiavo sempre più presi la mano sinistra la passavo delicatamente sul fianco poi sotto l’ascella infine sopra le graziose tette lei si muoveva lei spingeva il sedere sopra il mio pisello incomingiai a scendere fino al monte di venere poi mordicchiandogli l’orecchio le dissi alla prossima scendiamo
    lei di rimando disse okey cosi’ facemmo .scesi le dissi vieni a casa mia ti và l’idea come due amici da sempre lei acconsenti’ il resto lo lascio immaginare a voi lettori ciaooooo

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