Racconti erotici: Ghiaccio

di Redazione Commenta

Appuntamento ogni domenica e lunedì con i “Racconti Sexisti” di Miss Lucy

Ma io lo amo. Come una scheggia di luce che trafigge il cuore, dove l’animo non si perde, ma si ritrova. Il sesso è sintonia, ma anche rifugio nel nostro rapporto così vicino e così distante. Sola, ogni volta mollavo a svanire, ed ora mi tocco insaziabile al venire. Io desidero lui e solo lui. Il suo corpo, la sua pelle, il suo respiro, il suo odore, il suo sguardo, la sua bocca. I brividi si accendono quando sento il tocco delle sue mani, ma anche solo un mio pensiero nei suoi riguardi, stimola il movimento di impressionare.

Manchi. Desidero essere penetrata ancora e ancora da te, con il tuo fare che conosce il mio corpo e sa dove recarsi e come rilassarsi. Il nostro spasmo indiscreto, si traduce in una furia angosciante e vogliosa di ripetersi nel delirio. Desidero essere penetrata come l’apice di un fuoco che risulta memorabile alla sua luce, al rovente e rovesciato bagliore di una sosta che va oltre il semplice gradire.

Visioni schermate come candele piene di orrore. Ma io avverto il rosso della mia ossessione, il non resistere al mostrare segni scarni della mia mente. Il mio corpo vuole fiorire e appassire di petali, quelli che la certezza non conosce e non ne avverte la sete. Come un  obiettivo aspetta la sua immagine, io nella mia cute attendo il rischiarire di un colore. Ricordo quella volta che mi hai sbattuta sul tavolo per la mia punizione roboante, mi sono sentita un angelo leggero e appagato, degna della sua sorte.

Perchè non vieni a cercarmi? Perchè non mi stupisci ancora? Merito di godere e di urlare. Non ho alibi e mi alimento con lo strazio di attendere il mio tormento, di dirigere la danza che più mi appartiene. Non sento la disciplina di esistere se non di avverare il mio incantesimo in spinte.

Ghiaccio: come un’ onda che non si muove. La pelle risulta infranta quando la sostanza smette di capire. Avverto che sono affamata di te. Sempre, ogni volta che ti vedo e ti penso, e in ogni situazione. Dipendente alla tua forma e alla tua figura, mi perdo in obliquità.

[N.d.a Potete leggere altri miei “Racconti Sexisti” sul mio blog]

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