SPID per siti porno, come sta andando

SPID per siti porno, sta funzionando? Diciamo che per il momento la misura non sta riscontrando tutto il successo che si sarebbe aspettato. E non parliamo dell’eventuale vergogna di possibili utenti.

Spid per siti porno davvero utile?

Negli ultimi giorni si è molto parlato dell’introduzione di un sistema di verifica dell’età per accedere ai siti con contenuti per adulti in Italia. E in particolare è circolata l’idea che si debba usare lo SPID per siti porno.

In realtà, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali e alle regole stabilite dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), lo SPID non sarebbe lo strumento principale obbligatorio previsto per l’accesso a questi siti.

Secondo il regolamento approvato, a partire dal 12 novembre 2025 molti portali per adulti dovranno verificare l’età degli utenti. Questa misura è prevista dal cosiddetto “Decreto Caivano” (art. 13-bis) che impone a chi distribuisce contenuti pornografici un controllo concreto per impedire l’ingresso ai minori.

L’Agcom ha pubblicato una lista, aggiornata a fine ottobre, che include ben 45 portali (inizialmente erano 48) che devono adeguarsi al nuovo sistema. Inutile dire che in questa lista siano presenti anche Pornhub, Xvideos e OnlyFans.

L’uso di SPID per siti porno teoricamente sarebbe il migliore mezzo per poter verificare l’età. Il problema è che nonostante l’obbligo non tutti i portali hanno già provveduto. Va detto che per legge i gestori di siti con sede in Italia hanno sei mesi di tempo per conformarsi, mentre quelli che operano da paesi dell’Unione Europea godono di una proroga di tre mesi, con scadenza fissata al 1° febbraio 2026.

Messa in atto molto lenta

In pratica, ciò significa che molti dei grandi portali internazionali non stanno ancora chiedendo la verifica come ci si aspettava. Alcune fonti riportano che continuano a offrire semplici pulsanti “Ho più di 18 anni”, senza richiedere alcuna autentica verifica.

E di conseguenza questo ritardo nella piena applicazione ha sollevato dubbi sul reale funzionamento del sistema subito dopo la sua entrata in vigore. In Italia il modello scelto per la verifica è basato su un principio chiamato “doppio anonimato”. Le verifiche vengono gestite da soggetti terzi certificati, senza che il sito conosca i dati personali dell’utente, e senza che il verificatore sappia quale portale si sta visitando.

Gli utenti ottengono un “token” monouso che attesta la maggiore età, senza che vengano rivelati altri dati sensibili.

Che si tratti di SPID per siti porno o altro, sono pochi i siti che hanno attivato la verifica reale nelle prime ore dopo il via, mentre molti restano in attesa della scadenza dei termini o procedono con lentezza. Per quanto sia sacrosanto limitare l’uso di questi portali erotici a chi è maggiore di 18 anni (nel caso italiano) di certo la questione avrebbe meritato uno studio maggiore e una soluzione migliore.

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