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Racconti erotici: Nulla è più terribile di uno spiraglio (Ultima parte)

Di Luciana, in Poesie e Racconti Erotici.


sex-buio

Appuntamento ogni domenica e lunedì con i “Racconti Sexisti” di Miss Lucy

(Continua dalla prima parte)

Si alza e mi sbatte al muro, accarezzandomi, leccandomi, baciandomi il collo, sento la sua pressione su di me, le nostre intimità a stretto contatto. Ma non ero io a dirigere l’orchestra? Decido di lasciare l’istinto al caso. Il suo duro riflette in me, come la costante sta alla variabile. Ci sono schemi che non donano spazio e penetrano tra la luce e lo spiraglio, tra il buio e l’abbaglio. C’è un fulmine a ciel sereno che spreca dettagli. Lui si muove ai miei andamenti, lo voglio dentro di me e mi aggrappo a lui come la mia unica salvezza. Con le mie gambe avvolte al suo ventre, divento una geometria attorcigliata, dove il cerchio ha anche punti paralleli, obliqui e perpendicolari.

Sporca, sono pulita della mia invadenza. Tagliare flessibilità fa parte della mia onestà. Mi sposta il tanga, senza toglierlo. Appesa in aria, sicura di non cadere e sicura del mio godere, lo lascio trascinarmi nella sua penetrazione che si fa grande alla mia piccola parte intima, ma che, cogliendone il momento, si allarga alla più grata percezione. Spinge il suo verso come una poesia da scrivere in quel muro di appoggio, bianco e privo di quadri. Sento la sua sicurezza di uomo che si annienta e che paga. Sento la sua forza donarmi della certezza di aver fatto la scelta giusta nel dare un’altra possibilità. Questa è la sua rivolta alla fine. Intanto godo del corpo solido e morbido che entra ed esce dentro di me, mentre le mie braccia si stringono al suo collo e graffio la sua schiena, approfittando delle mie mani libere. I ruoli si rovesciano se sono io a volerlo. Nella mia testa vedo spine, piume, rose e orchidee bianche, che mi distraggono dai suoi colpi decisi che sembrano, ora, non voler finire mai. Come la nostra lunga intervista, come il nostro lungo pranzo. È successo tutto in fretta, tutto con calma. La lentezza è una prigione del fugace. Io possiedo il suo possedermi e mi affligge resistere ancora alla mia dannazione. Devo venire e svenire, ora sono piena di me e devo travolgere tutto il mio sciogliermi, per rilassare il mio corpo.



Noto la sua resistenza, noto che mi doma a dovere. Potrebbe crollare il muro dietro, se non fosse stato costruito per sorreggere e reggere. Pretendo il punto di incontro alle due rette, insieme dobbiamo degnarci di smettere. A tratti, lui urla dal dolore delle mie unghie, che sangue stanno donando alla sua schiena, mentre i miei morsi sono lividi d’angoscia, rovine verso un tunnel. Saltello come stamattina facevano la mia gonna e la mia camicia. Lui, arrogante, continua a gradire il suo successo. Spinge con delinquenza mentale il suo muscolo più amato dentro la mia apertura, che è il fiume dell’accoglienza. Godo nel ricevere quello smaltimento. Ancora e ancora e ancora, andiamo paralleli al galoppo e nell’attesa della distesa, tra gli ultimi ritmi forsennati, ecco la perpendicolare al nostro parallelo. Arriva l’orgasmo unito a un geometrico punto.


Scendo dal mio cavallo come un fantino vincente e fiero del suo stallone. Mi stendo sul letto in segno di ripresa. Lui riflette la mia stessa azione, copiandone anche la simmetria, ma senza toccarmi. I pensieri sono plagiati e poi ritornati. Passata la quiete alla mia tempesta. Mi alzo con vigore, alla ricerca di lei. Non è più sul letto, la trovo fuori sul balcone, seduta a fumare una sigaretta e a bere la sua rabbia, vestita di un leggero pizzo. Mi guarda divorandomi, fregandosene di ciò che è stato fino ad ora, vogliosa di essere posseduta. Da me.
Io voglio penetrarla come mai nessuna donna ha fatto, e nessun uomo è riuscito a fare. Lascio segni, non faccio cose a caso, non ne vale della mia dignità. La faccio alzare e l’appoggio al tavolo, accarezzandola ovunque: viso, braccia, seni, gambe. Lei tende ad avvicinare le sue labbra alle mie, non resiste più e io, tra un evitare e un volere, la bacio forsennata, travolgendola di stimoli, sintomi e passione. La sua schiena si sbatte al muro, e capisco che oramai è diventato un paladino della mia vittoria. Continuiamo a baciarci, con una tremenda voglia di farlo, le nostre lingue non mollano il loro muoversi, neanche per trarre un respiro. Potremmo soffocarci nel nostro splendore di donne. Lei avvolge le sue braccia al mio collo, accarezzandomi i capelli, io modello il suo corpo, gustando anche la sua pelle, tirando su il vestito che, delicato, si porge alla sua andatura. Sento i suoi movimenti che in me danno subito segni di orgasmo. Il sesso con una donna è diverso dal sesso con un uomo: è la diversità dell’inverso, l’uguaglianza del senso.

Attraverso il suo corpo con voglia innata di conoscere un percorso. Mi tingo di delicatezza, spronando la mia spiccata arte del modellare. L’una incollata alle labbra dell’altra, ci dirigiamo verso il letto, perché sentiamo che i nostri sensi stanno cedendo, e quel muro non ci basta più. Ora le sue unghie scavano il mio corpo. Le tolgo il vestito e le bacio i seni. Alzo le sue braccia portandole in alto e la mia lingua diventa una melodia che avvolge ogni singolo punto del suo corpo. Si muove di brividi che le porgo in automatico. Innalza molte volte la sua intimità verso di me, sento che vuole essere penetrata e non ce la fa più. Io arrivo con la mia lingua anche lì e inizio la mia ancestrale sinfonia. Le stimolo il clitoride e la mia bocca beve il suo liquido, il suo sapore ha un odore che manda in furore la mia lucidità. Godiamo del mio essere posseduta nel possederla, mi tiene la testa, urlando di eccitazione, travolta dall’incantevole follia. La mia lingua si muove al ritmo del tempo perduto, del senso gradito. Piano piano infilo le mie dita dentro di lei e i nostri sensi dialogano armonici. Spingo dentro come solo una donna può fare.

Entrambe non riusciamo più a capire lo svolgersi del nostro palato, e mentre sento l’arrivo del massimo sfinimento, lascio le mie dita in entrata e in uscita, mentre porgo il mio corpo sopra di lei e spingo alla venuta. Mi stringe a sé, sfrenate risultiamo nel delirio. Non molliamo alla sostanza e tra desideri tragici e convinta prestazione, la nostra perfetta sintonia ci dona l’orgasmo più convincente mai avuto.
Fuori piove, ora. I loro corpi non si muovono più, ora.
Ci siamo addormentati tutti e tre sullo stesso letto e io sono l’unica ad essere un corpo caldo. Loro sono pallidi: freddi nel freddo. La mia penna, i miei quadretti e il registratore hanno segnato un’altra intervista, il triangolo più colorato che si sia mai conosciuto. Il rosso gocciola di lacrime. Mi guardo allo specchio, ricordo il lento erotismo, e il fare altalenante. Mi guardo allo specchio, ricordo l’intervista con il Diavolo, l’intervista a me stessa. Il mio fare acuto ha dato risposta alle mie domande. Il silenzio delle mie parole sono urla di esistenze che ora soccombono allo svanire.
Nulla è più terribile di uno spiraglio.

[Racconto di Luciana Cameli con la collaborazione di Romina Bicicchi]


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Commenti:

Sono stati scritti 19 commenti su "Racconti erotici: Nulla è più terribile di uno spiraglio (Ultima parte)"

  1. solferino49

    sempri una farfallina mio tesoro braccia aperte gambe divaricate ti si vede il monte di venere sapessi quanto mi arrapi col tuo gesticolio mi piaci
    io ti desidero immensamente mi osanni mi abbagli con la tua bellezza
    mentre ti stringo fra le braccia i tuoi sospiri sono caldi voraci
    pretendi che ti prenda che ti annusi che ti lecco da per tutto tu impazzisci
    mentr’io come un torello scatenato incomincio ha sbatterti col membro duro come il sasso tu ti muovi a l’unisolo come rintocchi di campane i nostri sessi fanno questo effetto

  2. solferino49

    ventagli al vento sono i tuoi capelli
    lucciole ardenti i tuoi occhi accesi dalla passione
    ali di farfalla le tue braccia che s’aprano e stringono
    le tue gambe un arco di trionfo divaricate
    mentre il cavaliere affonda la sua lama in mezzo
    il tuo bacino un fiume in piena batte e si racconta
    come un libro chiuso i nostri corpi avvinghiati
    si colpiscono a tuoni fulminanti saette trafigenti
    i corpi lacrimanti di sudore scorrono come ruscelli fieri
    in tutto questo ci siamo noi due attorcigliati e felici

  3. solferino49

    mi manchi sei lontano ed io guardo la tua foto e mi masturbo
    sei prorio bella nè approfitto e il sù e giù lo fò per te
    arabella e il nome che ti ho dato tu a me mi chiami sempre cico
    parlo da solo che mi tocca fare per un pò a te pensare
    come musa nell’eccitazioni appari nella fotografia posta davanti
    agli occhi annebiati travolgenti dilatati vogliosi di te
    torna piccolina telefona piccina uno squillo un messagino
    per godere e sembrare di farlo con te vicino

  4. solferino49

    dimmi ma si viene scelti e premiati sui testi scritti o pure e solo un gioco
    fammi avere ragguagli in proposito ciao

  5. solferino49

    fogli di carta consumati scritte sgualcite ti ho donato
    credo che con entusiasmo l’hai graditi ricevuti e molto apprezati
    mentre l’indice mio i tuoi labbra carnosi sfiorava
    scendeva giù sui tondi melograna
    una piccola passatina la mia mano intera divertiva
    il tuo petto che a l’istante s’infiammava
    non rimangono quei dolci pensieri
    non ci amiamo più ma il ricordo si’?

  6. solferino49

    fogli di carta consumati scritte sgualcite ti ho donato
    credo che con entusiasmo l’hai graditi ricevuti e molto apprezati
    mentre l’indice mio i tuoi labbra carnosi sfiorava
    scendeva giù sui tondi melograna
    una piccola passatina la mia mano intera divertiva
    il tuo petto che a l’istante s’infiammava
    ma rimangono quei dolci pensieri
    non ci amiamo più ma il ricordo si’?

  7. solferino49

    tu,distesa sopra il materasso ricoperto di lenzuolo
    aspetti il falco predatore che si butta a capo fitto su di te
    noi una cosa sola noi un insieme di pudicia
    dimentichiamo tutto l’unico scopo è la voglia di noi due
    lo strofinarsi delicatamente l’unirsi a l’unisolo
    come insieme imparato abbiamo col tempo
    con quel moderato appiccicamente ritmato incoscemente
    siamo un anima un solo sconfinamento
    nulla ci serve nulla ci disunisce dai tu vita io vita a te
    baleniamo nel vuoto come in un profondo abisso
    godiamo restando in estasi di un labirindo apritosi per gioco
    l’uccello mira la passera celestiale il meandro che c’è dentro noi
    non appanniamo non appassiamo non ci stanghiamo mai
    della lussuria che? il destino ci ha relegato

  8. solferino49

    mandami un e-meil dimmi chi siete mi serve scrivere quello che sento dentro
    fatevi riconoscere vi prego io sono salvatore zagra voi ,tu chi siete
    ho voglia di scambiare due frasi due parole anche per iscritto
    attento vi voglio conoscere di più ,
    di più non sò luciana ciao a tutti

  9. solferino49

    vestita di rosso ciclamino una bandana fra i capelli che bambola tu sei
    le gabe accavallate scostata di fianco al tavolo di un bar ,ti lecchi il tuo gelato
    chi sei da dove arrivi anima ribelle
    io difronte a te guardo estasiato la lingua che gira intorno a quel gelato
    sembra lo faccia apposta ti sei accorta di me ora e a forma di glande il tuo conogelato io sorrido lievemente e mi avvicino vengo verso di te
    tu questo che aspettavi mi fai un piccolo gesto io lo capisco
    ciao mi siedo a fianco posso la tua risposta e si smaniosa imparazzata direi proprio di no angelo sbucato da chissà dove
    le solite parole di convenienza poi ci scambiamo un ciao
    che si fà lo vogliamo entrambi si inizia a camminare a conversare come degli amici amanti chissà da quando tempo fianco a fianco
    ti tocco ti sfioro la mano le dita ora la posseggo la stringo dolcemente
    una sbirciatina un sussuro piccolo bacio lieve sulla guangia sei bella ti amo
    cosi’ tutto velocemente passa anche il tempo che tortura
    ci ripromettiamo di rivederci ma sarà cosi’ chissà dolce chimera

  10. solferino49

    mi siederò davanti al palco reciterai davanti a me
    non penserò cose passate guardandoti mi divertirò
    mentre dirai battute in serie mentre arrossisci tu per me
    sorriderò aspramente cosi’ giuro mi divertirò
    tutta confusa un pò smarrita questo è la mia rivincita su te
    ti sei dimenticata del nostro amore non m’ami più che importa
    sbagli rinunci è questo che voglio restando fermo a guardarti negli occhi
    guarda i miei sono impassibili come lo sguardo rivolto a te
    perchè il mio h’io ancora è innamorato tanto di te

  11. solferino49

    laggiù noi c’è nè andremo dove non ci vede nessuno
    sotto quella montagna ricoperta di pini
    li’ ci ameremo come lo sappiamo fare noi
    ci scambieremo parole frasi carine
    standocene vicini lontano da tutti lontano dal mondo
    a quelle paludi che tacciano i rumori
    abbracciati come non mai desiderandoci come non mai

  12. solferino49

    scrivimi aspetto sempre come mai non vi fate sentire
    io sono qui scrivimi ciao

  13. solferino49

    mentre vicini il fuoco ardeva come cocci di carbone
    la pelle rossa diventava
    i cuori che battevano a l’unisolo come un tamburo dirompente
    i nostri sospiri sembravano spinti dal vento ai suoni di ginestre
    tu che imprecavi soave ancora ,ancora amore mio
    spingevo dolcemente la spada infuocata come uno scintillio
    olio lubrificante il mio membro andava filettante
    quando l’oblio ci avvinghiava tu sorridevi sospirando dolcemente

  14. solferino49

    seduta sul divano con le gambe distese
    in mano un libro un romanzo d’amore
    chissà in quella storia quanti baci e carezze
    si scambiano i due protagonisti
    io li’ quasi per caso davanti a te tu non mi noti
    intenta a leggere velocemente il capitolo
    ciao piccina chinandomi gli dò un lieve bacio
    e con il sorriso dolce la tiro sù l’attiro al mio petto
    scusa caro non ti avevo proprio notato
    me nè son accorto capita e nuovamente sorrido
    le cingo la vita poderosamente la bacio sul collo
    sul viso da pertutto sei mia ti voglio
    anch’io lei ribatte
    ci spogliamo in un baleno siamo nudi
    come adamo ed eva come musa l’una accanto a l’altro
    ci baciamo slinguettiamo strofinandoci come matti
    ti voglio, ti voglio pur’io cosi’ continuiamo a fare giochi mai fatti prima

  15. solferino49

    io non so per password cosa richiedete fatevi vivi scrivetemi un e-mail grazie
    ciao a tutti

  16. solferino49

    o,rosa distesa sul prato ti s’addice il fresco venticello scopre la tua veste
    e le tue grazie fine si mostrano ai mie occhi fieri e desiderosi
    o,rosa incarni il seme di un papavero con la tue carni rosee
    una margherita si sfoglia ad una ad una cosi’ i tuoi veli spumeggianti e veri
    mi chino per posarti la mia mano al seno come forme di melone dentro il reggiseno ,fantastica sei tu rosa mia bella colpisci in pieno il senno colmo d’amore . o,rosa ti rotoli festante sul quel prato giri e rigiri come frumento d’oro
    lasciati ammirare gioia mia dammi il tempo di complontare il corpo intero
    si spoglia e si riveste come primavera sei mia non importa sè di giorno ho pure di sera ,voli come una rondine io sono il tuo merlo tu la mia bandiera
    fatti accarezzare il viso mia regina ora ti sfioro la schiena come sottile e piena
    voglioso di impastarmi a te amor caro baciamoci restiamo uniti finche cala il sole

  17. solferino49

    io mi unisco a te o, meraviglia ed arroganza
    mentre bevo un bicchiere di spumante vedi amore traspare l’ignoranza
    ancora sobrio un pò brilletto ti guardo mentre ti sfili la tua camicetta arancia
    sono sobrio ma pieno di passione,passione ardente colma di speranza
    lascia ogni limite a l’immagine e speranza mentre il nettere fuor’esce con peturberanza,lascia scorrere il fiume che piacere lancia il tic e tac pieno di speranza
    il crepuscolo immenso il tuo corpo dona bontà ed arroganza
    da vicino sembra lontananza perchè tu soffochi ogni speranza
    ancora un sorso per te è lontananza ma io voglio solo vicinanza
    tu mi trascuri tralasci vicinanza ,cosa fare del tuo abbandono costante
    lasciami sperare ,tu la tigre io il leone, tu la pantera io leopardo
    insomma tu la mia prole tu la passione tu? tutto io il bruco tu la farfalla
    io l’uccello tu il nido ospitante paziente io irriverente tu compiacente
    io furfante tu trasparente con la tua intelligenza io sobrio ancora attento
    la tua trasparenza che fà diventare grande mentre quel matto strafottente
    la tua trascuratezza attente.
    se me là darai tu? questa importanza con il trasporto della mia vicinanza

  18. solferino49

    io mi unisco a te o, meraviglia ed arroganza permanente
    sei una spina orgogliosa trafigente incostante repellente
    mentre bevo un bicchiere di spumante vedi amore traspare la tua intelligenza
    io ancora sobrio un pò brilletto ti guardo mentre ti sfili la tua camicetta arancia con un mini spacco sul davanti evidente
    sono sobrio ma pieno di passione,passione ardente colma di speranza
    lascia ogni limite a l’immagine e speranza, mentre il nettere fuor’esce con peturberanza,lascia scorrere il fiume che piacere lancia il tic e tac pieno di speranza al solco del episcopio travolgente tu che comandi il tutto
    ora il crepuscolo immenso il tuo corpo dona bontà ed arroganza
    da vicino sembra lontananza perchè tu soffochi ogni speranza
    ancora un sorso per te è lontananza ma io voglio solo vicinanza e tanta pazienza ,ricamata come un tessuto vellutato trasparente
    tu mi trascuri tralasci vicinanza ,cosa fare del tuo abbandono costante acido
    lasciami sperare ,tu la tigre io il leone, tu la pantera io leopardo
    insomma tu la mia prole tu la passione tu? tutto. io il bruco tu la farfalla
    io l’uccello tu il nido ospitante paziente .io irriverente tu compiacente
    io furfante tu trasparente con la tua intelligenza ,io sobrio ancora attento
    la tua trasparenza che fà diventare grande mentre quel matto strafottente
    la tua trascuratezza attente.
    se me là darai tu? questa importanza con il trasporto della mia vicinanza
    io ti starò vicino farò l’ho spazzacamino,tu il contorno sempre a me di torno

  19. solferino49

    IO ti dipingo come un ape regina
    unta di cera dolce come miele
    nettare metti in una mongolfiera
    voli soave ricolma di piacere
    sei la passione lanquida spalviera
    tutta succinta di nettare di fiele
    sei la coccarda il fiore la sera
    ed io vicino ti cingo mia dolce avventuriera
    tu lo capisci butti le braccia al collo
    unisci le labbra alla le mie vigorie
    tu sei la chioccia io il guardiano
    restiamo cosi’ se ti fà piacere





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