Intervista a Ayzad

 
Luciana
20 agosto 2009
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ayzad

Chi ama l’erotismo estremo non può non conoscere Ayzad, l’uomo che ha ideato e scritto il libro “BDSM – Guida per esploratori di erotismo estremo”. La sua creatura letteraria è diventata un punto di riferimento, un culto, un manuale a cui non se ne può fare a meno. Noi di Cooletto lo abbiamo intervistato.

INTERVISTA A AYZAD

1- Come nasce Ayzad e chi è?
Ayzad è uno pseudonimo che uso grossomodo dall’inizio del secolo. L’idea era quella di cercare un nome un po’ originale nella selva di nickname tutti simili che affollano il mondo del Bdsm sul Web… solo che non potevo prevedere gli attentati dell’11/9, dopo i quali tutti i nomi dal suono medio-orientale vengono guardati più con sospetto che con fascino. Oggi c’è ancora un sacco di gente convinta che sia un pericolosissimo mujaheddin che abita nel deserto!

In realtà sono solo un giornalista italianissimo. Sono nato nel 1969, vivo a Milano e ho una vita piuttosto normale – specie se si considera normale occuparsi di erotismo estremo, come spiego sul mio sito.

2- Come ti sei avvicinato all’erotismo?
Uhm… qui si parla di parecchi anni fa, quando da bambino leggevo di tutto. Nel “tutto” c’erano anche i fumetti un po’ perversucci di Crepax, Pichard e Manara pubblicati su Linus negli anni ’70; c’erano enciclopedie di grafica che citavano John Willie, Stanton e i vari artisti fetish statunitensi; c’era tutta la biblioteca di casa, che negli scaffali più alti aveva anche Histoire d’O (un must per gli intellettualoidi dell’epoca!)… e poi c’era la televisione. Oggi ci si lamenta delle veline scosciate, ma non so se ti ricordi programmi come Odeon, Stryx e gli altri varietà grotteschi di Giordani & Ravel, che finivano sempre per mostrare le “strane sconcezze” di paesi lontani. Ma anche la cosiddetta Tv dei ragazzi non era da meno: prova a googlare i disegni animati di Penelope Pitstop… non li replicano più da 25 anni perché erano storie di bondage pure e semplici!

Ma forse volevi una risposta più generica. Allora diciamo che sono sempre stato molto curioso, e per fortuna ho scoperto molto presto che la sessualità non si limita al meccanico avanti-indietro della pornografia classica, ma è un mondo infinitamente più vasto, tutto da esplorare. “Fatti non fummo per viver come bruti”, diceva qualcuno.

3- Cos’è il Bdsm?
Una sigla di comodo per riunire in un unico termine l’infinità di giochi erotici in cui un partner si mette nelle mani dell’altro per esplorare e gustarsi senza preconcetti tutte le sensazioni e le emozioni che questi decide di fargli provare. Hai presente quando fra amanti ci si dice “fammi tutto quel che vuoi”? Beh, il Bdsm è quando si viene presi in parola.

In realtà ci sarebbero mille altre risposte, tutte valide. Un’altra buona è: scoprire insieme al proprio partner tutto ciò che il nostro corpo e la nostra anima possono farci sperimentare, ma che per pudore, convenzioni o paura infondati di solito ci precludiamo perdendoci un bel pezzo dell’esperienza umana.

Tutto ciò – e questo è un punto molto importante – viene però fatto usando tecnica e buon senso in modo da non provocare danni fisici o psicologici ai partecipanti.

4- Sei feticista?
No, ma come la maggior parte delle persone apprezzo diversi aspetti dell’estetica fetish, cioè della seduzione che nasce in dettagli curatissimi e sensuali.

5- Hai scritto il libro “BDSM – Guida per esploratori di erotismo estremo“, che è diventato un culto e una sorta di “bibbia” in Italia, per gli stimatori del genere trattato, ma qual’è l’idea che hai voluto trasmettere?
In realtà non c’era nessun intento filosofico. Semplicemente, visto che mi capitava sempre più spesso che mi chiedessero informazioni su questo o quell’altro aspetto del Bdsm, ho pensato che potesse essere utile raccogliere tutto (beh, quasi…) quel che avevo imparato in una vera e propria guida cui poter fare riferimento.

Il concetto di fondo è che in ogni campo ritengo preferibile poter accedere a delle informazioni e scegliere semmai di non usarle, piuttosto che averne bisogno e non sapere dove diavolo trovarle. In questo caso, oltretutto, le migliaia di siti e community dedicati all’erotismo estremo spesso diffondono per leggerezza nozioni imprecise, che se messe in pratica possono risultare anche molto pericolose. Mi sembrava bello applicare le mie capacità professionali a qualcosa che – si spera – potesse far godere di più la vita ai lettori. Chiamala deformazione professionale da saggista.

6- Mordi?
Solo se me lo chiedi molto gentilmente.

7- Cos’è il sesso? E l’erotismo?
Domandina facile, eh? Vediamo… cosa ne dici di: “il sesso è tutto ciò che di piacevole scaturisce dal contatto fra i corpi, mentre l’erotismo è tutto ciò che di eccitante nasce dal contatto fra le menti”? Forse suona un po’ pretenzioso, ma è vero. Se si ha l’atteggiamento mentale giusto, veramente ogni attimo della giornata, ogni gesto e ogni sensazione possono diventare erotici. Ridurre tutto a una cosa di posizioni da filmino porno è una limitazione che ha del criminale.

8- Cosa ti appaga maggiormente?
Oh, un sacco di cose: il bello è anche sapersi stupire ed esplorare strade impreviste, no? In generale, però, mi piace un sacco l’onestà. Sapersi mettere in gioco per quelli che si è veramente, senza inutili atteggiamenti, ipocrisie, artefazioni, pudori e secondi fini. Quando due anime nude si trovano una davanti all’altra accadono sempre cose intense ed emozionanti. Se poi si sceglie il partner giusto diventano pure meravigliose.

9- Parlaci del tuo ultimo libro “XXX – Il dizionario del sesso insolito“.
Il nome in realtà dice tutto. È una raccolta di tutti i vocaboli che si riferiscono alle forme più strane che può prendere la sessualità, con la relativa spiegazione. C’è un 45% di termini provenienti dalla sessuologia “seria”; un 45% di gergo proveniente dalla cultura “maiala”, dal porno e dalle assurde perversioni diffuse dal Web; un 8% di biografie di personaggi che in ambito sessual-erotico non possono essere ignorati. Il restante 2%… è una sorpresa.

Tutto è nato dall’osservare che i sessuologi hanno scoperto e studiato modi incredibili di provare piacere. I comuni zozzoni pure. Però questi due universi si ignorano l’un l’altro, ed è un grande peccato perché avrebbero un sacco di cose interessanti da insegnarsi a vicenda – come minimo per farci una risata su.

Il successo di “Bdsm – Guida per esploratori dell’erotismo estremo” mi ha portato in contatto con entrambe queste realtà, e ancora una volta ho fatto quel che mi viene più naturale: ho raccolto l’esperienza in un libro. Solo che era proprio difficile rimanere seri di fronte a cose come la dendrofilia (chi fa sesso con le piante), i feticisti dei palloncini, la tripsolagnia (chi si eccita facendo lo shampoo) o i furry (quelli che si accoppiano vestiti da pupazzone di pelouche), così è venuto fuori un dizionario piuttosto ironico. Ehm… diciamo pure molto ironico, anche se tutti i dati che contiene sono rigorosamente corretti. Compresa la storia del vibratore di Cleopatra.

10- Fai conoscere le tue idee anche in eventi e performance, quale particolarità hanno?
Gli eventi che organizzo sono fondamentalmente due, entrambi a Milano. Il primo è il Secret Fetish Party, che è un appuntamento grossomodo quadrimestrale rivolto agli appassionati del mondo fetish. Si tratta di una nottata di look estremi, musica, performance, arte e gioco che riunisce persone provenienti da tutta Italia e dall’estero: visitando il sito ufficiale potrai vedere parecchie foto che danno una buona idea dell’atmosfera che si viene a creare.

Poi c’è Sadistique, una festa a cadenza mensile più incentrata sul Bdsm. La teniamo in un club con un’incredibile scenografia steampunk in cui non c’è bisogno di performance… perché sono gli ospiti stessi a mettere in mostra le loro fantasie più intense. Anche in questo caso dando un’occhiata al sito è facile rendersi conto di cosa si tratti.

Sia Secret che Sadistique sono caratterizzati da un certo tipo di abbigliamento e di sound, ma soprattutto dal riunire persone molto creative, rispettosissime degli altri, ricche di un’umanità che non è facile trovare nei comuni locali. Personalmente trovo molto bello che chi viene a trovarci per la prima volta entri un po’ timoroso, magari un po’ preoccupato dalle proprie fantasie, ed esca felice di avere trovato un mondo sereno e pulito, pieno di nuovi amici e nuove esperienze.

Come performer a dire la verità ultimamente faccio abbastanza poco, ma ogni tanto mi capita ancora di essere invitato sul palco e proporre al pubblico modi inaspettati di rappresentare la dominazione, la seduzione, sensazioni o emozioni estreme. Come in tutte le forme d’arte l’obiettivo è turbare – nel bene e nel male. In genere ci riesco.

11- Cosa ti colpisce?
Più di quanto potresti immaginare. In fin dei conti il fetish e l’erotismo in generale significano solo sapersi emozionare per dettagli che le altre persone non considerano nemmeno. La cosa buffa è che è precisamente la stessa definizione di “poesia”.

12- Sei innamorato?
Moltissimo, ovviamente della mia schiava e compagna di vita. Come potrebbe essere altrimenti?

13- Cosa ti manca?
Non moltissimo. Materialmente, mi piacerebbe avere un po’ più di ritorno economico da tutto il tempo che dedico a questa mia passione per l’erotismo estremo, in modo da poterne fare una professione vera e propria – ma chi non vorrebbe vivere dei propri sogni?

Spiritualmente invece la mia compagna e io stiamo ancora aspettando la ragazza giusta da prendere con noi per condividere non solo i giochi, ma anche un percorso ben più serio e profondo. Ma se parlare seriamente di Bdsm viene ancora considerata una stranezza, la poliamoria sconfina addirittura nei tabù.

14- Progetti futuri?
Finita questa intervista metterò mano alle ultime pagine del nuovo libro. Questa volta si tratta di un romanzo, casualmente ambientato nel mondo dell’erotismo estremo. Niente di porno, però: anzi, figurati che un grande editore lo aveva rifiutato con la motivazione che non fosse “abbastanza scandalistico”. In realtà tratta temi piuttosto seri, fra cui la crisi morale ed economica che sta vivendo il nostro paese – ma prometto che non sarà una lettura pesante e che non mancheranno neanche le scene decisamente eccitanti.

15- La tua pratica erotica preferita?
Dipende dalla partner, dal momento, da tante cose. O avevi in mente qualcosa di specifico?

16- Qualcosa che vorresti raccontarci? Un evento, una richiesta insolita, una situazione imbarazzante….
Vediamo… Potrei raccontarti della mia avventura al Convegno della Federazione Europea di Sessuologia. Immaginati di trovarti sul podio davanti a centinaia di psicologi e psichiatri: sei stato appena presentato come un famoso pervertito, e già questo fa sentire un filino sotto esame. Beh, in questa confortevole situazione il mio compito era presentare una ricerca che diceva, in sostanza: “Cari signori, state sbagliando tutto. Da più di un secolo confondete il sadomasochismo, che è una malattia rara che va ovviamente curata, con il Bdsm, che è un gioco innocuo praticato da un sacco di gente che sta addirittura meglio della media”.

Nonostante questa tesi fosse supportata da fior di dati scientifici, mi aspettavo di venire linciato sul posto. Ho passato due ore a parlare temendo il peggio… e quando alla fine sono partiti gli applausi è stato davvero commovente. Il resto della giornata – e della serata – l’ho poi passato a far sperimentare un po’ di giochini ad alcune curiosissime signorine del pubblico.

Direi che l’esperienza riassume tutte e tre le cose che avevi chiesto, no?

17- Non si finisce mai di?
Imparare. Sarà banale, ma è vero. Per fortuna.

18- Ti piace il nudo?
È più facile che mi piaccia la nudità dell’animo, come ti dicevo prima. Ma se qualche bella candidata vuole proporsi nature, rifiutare sarebbe scortese.

19- Dominare o essere dominati?
Ormai sono decisamente più bravo nel ruolo di dominante, quindi scelgo quello. Ma sai come la pensava Hegel su queste cose, e aveva davvero ragione.

20- Un saluto ai nostri lettori.
A tutti?!? Mi sembra un po’ impegnativo. Facciamo così: invece che fare un salutone unico, invitiamoli a venirmi a trovare sul mio sito o di persona a qualche festa. Sarà un piacere conoscerli e salutarli uno per uno.

[Intervista di Luciana Cameli a Ayzad]

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